lunedì 12 marzo 2012

Questura di Campobasso. Segnalazioni alla POLPOST

Campobasso 12 marzo 2012




Truffe via internet, molte le segnalazioni.
I consigli della Polizia Postale.

 Recentemente, nelle province di Campobasso ed Isernia, stanno giungendo  alla Polizia  Postale e delle Comunicazioni  diverse segnalazioni  di tentativi  di truffa sulla rete internet, attuati  attraverso l’invio di messaggi di posta elettronica.





In particolare,cio’ e’ avvenuto attraverso:

·        email apparentemente provenienti dall’Agenzia delle Entrate, con le quali la vittima viene invitata a compilare un modulo finalizzato ad ottenere dei rimborsi ma che in realtà hanno lo scopo di acquisire  le credenziali di conti correnti on line o di carte di credito, da utilizzare per asportare le somme di denaro dai citati conti e carte.

·        email che appaiono provenire  da Uffici delle forze dell’ordine (Polizia di Stato, Guardia di Finanza ecc.),  con le quali si richiede il pagamento di una multa per aver effettuato il download di un file pedopornografico.

Al riguardo si consiglia  di diffidare di tutte  le email  con le quali vengono comunicate vincite e offerti prestiti o altri vantaggi. Spesso, email di questo tipo sono facilmente individuabili  poiche’ contengono errori grammaticali dovuti al fatto che sono state preparate con traduttori automatici. Inoltre, per cio’ che concerne le comunicazioni apparentemente provenienti dalle banche, il primo elemento che le rende individuabili e’ l’assenza, all’inizio delle stesse, del nome del destinatario. Infatti, l’istituto di credito, poiche’ conosce l’identità del suo cliente, di regola invia le proprie comunicazioni riportando all’inizio delle stesse il nome del cliente e non il generico “gentile cliente”. Con le stesse viene chiesto di acquisire nuovamente alcuni dati identificativi del cliente, (necessità  giustificata con presunti   problemi verificatisi con l’account ovvero con la falsa comunicazione del  cambio del dominio del sito) ed il destinatario viene invitato a  regolarizzare la sua posizione “cliccando” sul link presente nel messaggio stesso. Tale  operazione non conduce però al sito web dell’istituto di credito, ma ad un sito clonato al quale la vittima  accede inserendo l’ID e le relative password . Queste ultime  vengono memorizzate nel server ed entrano quindi nella disponibilità dei  truffatori i quali, a questo punto, possono collegarsi al reale sito bancario e compiere qualunque tipo di operazione. Di solito, il sito clonato e’ ospitato su server esteri ed  ha una durata breve,( il tempo strettamente necessario ad asportare contante da quanti cadono nella rete), dopodichè non e’ più visualizzabile.

            Un altro caso segnalato di recente e’ quello riferibile a richieste di pagamento per aver effettuato il download di software, film, cd musicali, apparentemente gratuiti ma che, invece,  sono  a pagamento.
            Dopo tale download pervengono all’utente reiterate richieste di pagamento.
            Non sempre in tale ipotesi si concretizza una truffa, in quanto a volte l’utente,  per distrazione o per fretta, puo’ aver  “cliccato” sul pulsante di conferma del contratto a pagamento senza leggerne le condizioni che a volte sono scritte con carattere di piccole dimensioni.
             Al riguardo e’ consigliabile, prima di inserire i propri dati in un sito web,  di prendere cognizione di tutto quanto e’ presente sulle pagine visualizzate.  
                                                                                                          

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