lunedì 16 febbraio 2026

CASA MOLISE A SANREMO

 Campobasso, 16 febbraiom 2026

Il Molise al Festival della Canzone Italiana 2026


Dalla campana per Carlo Conti al riconoscimento alla memoria per Tony Dallara passando per il ritorno di “Regalati il Molise”. E poi ancora: ospiti speciali, presentazioni, i simboli della regione in mostra e degustazioni dei prodotti tipici. Tutto questo avverrà dal 24 al 28 febbraio all’interno di “Casa Molise”, lo spazio allestito a pochi passi dal Teatro Ariston.

 


Per la prima volta il Molise sbarca a Sanremo con un proprio progetto. Non un semplice stand promozionale, ma uno spazio vivo e dinamico, perfettamente in linea con lo spirito del Festival: leggero, creativo, musicale, accessibile. L’idea per la quale i promotori del progetto, Associazione Amici del Morrutto e Ps Live Group, hanno lavorato per mesi è stata quella di costruire una “casa del Molise” nel cuore di Sanremo, un luogo riconoscibile, capace di incuriosire e coinvolgere il grande pubblico, i visitatori, gli artisti e i giornalisti presenti nella città durante la settimana più mediatica dell’anno. E così “Casa Molise” è nata a Sanremo.

Una location strategica

Dopo un accurato lavoro di ricerca, è stato individuato un locale a pochi passi dal Teatro Ariston, in una delle piazze più frequentate durante il Festival, piazza Bresca, famosa per essere il fulcro della movida cittadina con numerosi ristoranti, bar e locali che, in occasione della kermesse canora, diventano punto di ritrovo, oltre che per residenti e turisti, anche per artisti, giornalisti e addetti ai lavori. Sarà uno spazio con forte visibilità, in un’area dove negli ultimi anni hanno avuto sede anche case discografiche e sedi temporanee degli artisti in gara.

Un format innovativo e “easy”

“Casa Molise a Sanremo” si distinguerà dagli spazi promozionali istituzionali o fieristici: è un progetto dal basso, capace di comunicare l’autenticità e la freschezza del territorio molisano. L’obiettivo è generare curiosità e notizie, portando il Molise sotto i riflettori non solo dei visitatori ma anche dei media nazionali e internazionali.

I partner di Casa Molise

La realizzazione del progetto è stata resa possibile dalla partecipazione di alcuni dei più importanti Comuni molisani: Campobasso, Isernia, Termoli, Larino, Agnone e Riccia, e dal sostegno dei main sponsor Dimensione e Levigas. Ha inoltre collaborato il Museo di Comunità della Festa del Grano di Jelsi. Tutti avranno il proprio spazio all’interno di ‘Casa Molise’ per farsi conoscere dalle migliaia di visitatori che affollano Sanremo nei giorni del Festival.

Le iniziative

Tra le proposte principali:

  • “Regalati il Molise” – Sanremo Edition
    Riprendendo il progetto di successo nato a San Giovanni in Galdo negli anni passati (oltre 200 articoli e servizi sui media di tutto il mondo), durante il Festival ogni visitatore potrà lasciare i propri dati e concorrere all’assegnazione di almeno 30 weekend gratuiti in Molise.
  • Artigianato molisano in chiave sanremese
    Saranno esposti e presentati prodotti artigianali molisani reinterpretati in omaggio al Festival della Canzone Italiana, per un incontro tra tradizione e creatività contemporanea.
  • Omaggio a Fred Bongusto e Tony Dallara
    I due celebri artisti molisani che in passato hanno gareggiato al Festival saranno protagonisti di un evento dedicato, con la musica come colonna sonora di “Casa Molise”. Sarà inoltre attribuito dalla sua città, Campobasso, un riconoscimento alla memoria a Tony Dallara, che sarà ritirato per l’occasione dalla moglie Patrizia.
  • La campana del Festival
    In collaborazione con la Fonderia Marinelli di Agnone, è stata realizzata una campana dedicata al Festival di Sanremo e al suo direttore artistico Carlo Conti, da donare al conduttore in occasione della manifestazione.

 Enogastronomia e degustazioni

Il meglio dei prodotti tipici molisani sarà protagonista di degustazioni quotidiane: vini, formaggi, tartufi, oli, salumi e altre eccellenze del territorio, offerti a giornalisti, artisti e visitatori. Un’occasione per assaggiare il Molise e scoprirne le peculiarità. Gli aperitivi molisani, ogni sera alle 18, saranno realizzati grazie alla collaborazione di diverse aziende locali. Inoltre, il ristorante “Da Nicò”, storico locale abitualmente frequentato dagli artisti e dai personaggi televisivi, ristorante che si trova proprio accanto a “Casa Molise”, durante i giorni del festival inserirà nel suo menu anche assaggi dei prodotti tipici molisani e vini della nostra regione.

 Un’occasione unica di visibilità

“Casa Molise a Sanremo” rappresenta una nuova frontiera della promozione territoriale, capace di unire musica, tradizione e innovazione in un contesto di altissima visibilità nazionale.

Un’iniziativa leggera nei mezzi ma potente nella comunicazione, che punta a far parlare del Molise con un linguaggio contemporaneo e autentico, in un momento in cui l’Italia intera guarda a Sanremo.


domenica 15 febbraio 2026

A Campobasso torna la Mesaiola

 Campobasso, 14 febbraio 2026

Il Carnevale antico del popolo campobassano con le maschere dei dodici mesi.

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Nonostante il tempo avverso, la Mesaiola ha allietato piazza Municipio, grazie al pubblico numeroso e coraggioso che ha assistito alla tradizionale manifestazione di Campobasso.

Tra nuvole basse e aria pungente, la piazza si è comunque riempita di famiglie, curiosi e appassionati delle tradizioni popolari, accorsi per assistere a uno degli appuntamenti più caratteristici del Carnevale molisano. La Mesaiola, infatti, rappresenta un patrimonio identitario della città: una rievocazione allegorica che affonda le radici nella cultura contadina e nel calendario agricolo, celebrando lo scorrere dell’anno attraverso la simbologia dei dodici mesi.

Protagonisti della scena sono stati i figuranti in costume, ciascuno vestito secondo il mese rappresentato. Gennaio ha portato con sé i segni dell’inverno, tra mantelli pesanti e richiami al freddo e alla neve; febbraio ha evocato il Carnevale con colori e maschere vivaci; marzo e aprile hanno richiamato la rinascita primaverile, con fiori, ghirlande e riferimenti alla semina; mentre i mesi estivi, da giugno ad agosto, hanno animato la piazza con abiti chiari e richiami al raccolto, al sole e alle feste popolari.

Settembre, ottobre e novembre hanno ricordato la vendemmia, la raccolta delle olive e i lavori nei campi, fino ad arrivare a dicembre, simbolo della conclusione dell’anno e della convivialità invernale. L’intera rappresentazione, accompagnata da musica tradizionale e brevi scene recitate, ha raccontato al pubblico la vita semplice e ciclica delle comunità rurali di un tempo, quando il ritmo quotidiano era scandito dalla natura e dalle stagioni.

Molto partecipata anche l’interazione con gli spettatori: bambini e adulti si sono lasciati coinvolgere dai figuranti, tra sorrisi, fotografie e momenti di animazione che hanno trasformato la piazza in un vero teatro a cielo aperto.

La Mesaiola non è soltanto uno spettacolo folkloristico, ma un momento di memoria collettiva che ogni anno richiama l’attenzione sulla storia e sull’identità culturale di Campobasso. Nonostante il clima incerto, la manifestazione ha confermato il forte legame tra i cittadini e le proprie tradizioni, dimostrando come il Carnevale possa essere ancora oggi occasione di incontro, socialità e trasmissione dei valori popolari alle nuove generazioni.

Un appuntamento che, anche quest’anno, ha saputo unire passato e presente, restituendo alla città una mattinata di festa e di comunità.

mercoledì 11 febbraio 2026

SICUREZZA A SCUOLA E A CASA: I MAESTRI DEL LAVORO INCONTRANO GLI ALUNNI DELLA “D’OVIDIO”


 Campobasso,  11 febbraio 2026

 “La sicurezza è prima di tutto una cultura, un modo di pensare e di agire ogni giorno.” 



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Con questo spirito - richiamato anche dalle parole del Presidente della Repubblica al Quirinale durante la consegna delle onorificenze “Stella al Merito del Lavoro” - proseguono gli incontri formativi promossi dai Maestri del Lavoro sul tema della prevenzione.

Nella mattinata odierna i Maestri hanno fatto tappa presso la scuola primaria “D’Ovidio” di via Berlinguer, coinvolgendo gli alunni delle classi quarte e quinte in un percorso educativo dedicato alla sicurezza nella vita quotidiana, a scuola e in casa.

Attraverso esempi concreti - dall’uso corretto delle scale

domestiche alle attenzioni da mantenere nei corridoi scolastici, fino al comportamento da adottare in caso di emergenza - i bambini hanno riflettuto sui concetti di pericolo, rischio e prevenzione, apprendendo anche quando e come utilizzare il numero unico di emergenza 112.

Particolare interesse ha suscitato il confronto con i dati INAIL. Se comunemente si ritiene la casa il luogo più sicuro, le statistiche raccontano una realtà diversa: in Italia si registrano ogni anno circa 4,5 milioni di incidenti domestici. Anche l’ambiente scolastico non è esente da criticità: si contano 76.000 infortuni annui, di cui 61.000 riguardano gli studenti e 15.000 il personale docente. Un dato significativo evidenzia come oltre il 90% degli incidenti sia legato al fattore umano, spesso a distrazione, fretta o sottovalutazione dei rischi.

L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: far comprendere fin dall’infanzia che la sicurezza non è solo una regola imposta, ma un’abitudine quotidiana e una responsabilità personale.

La missione dei Maestri del Lavoro proseguirà il prossimo 25 febbraio alle ore 10.30 presso il Convitto “Mario Pagano”, dove circa 80 studenti avranno l’opportunità di confrontarsi su questi temi fondamentali per la vita di tutti i giorni.

martedì 10 febbraio 2026

CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE “VITTIME DELLE FOIBE”

 Campobasso, 10 febbraio  2026

In apertura della seduta odierna del Consiglio regionale il Presidente Pallante ha voluto commemorare insieme all’Assise il Giorno del ricordo.


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Il Presidente Pallante dopo aver ricordato che il Giorno del ricordo è stato istituito dal Parlamento italiano con legge n. 92 del 30 marzo 2026, ha evidenziato come “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, rappresenta per questa alta Istituzione rappresentativa di tutte le forze politiche operanti nel nostro sistema democratico un dovere storico oltre che un impegno morale con la nostra coscienza di italiani.
Il nostro pensiero oggi va a coloro che trovarono la morte nelle foibe e alle centinaia di migliaia di esuli che dovettero lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia per paura di fare la stessa fine, iniziando una lunga e tormentata pregrinatio in una Italia del dopoguerra che in non pochi casi non seppe, e talvolta non volle, capire le ragioni e le conseguenze del loro dramma di italiani, costretti senza motivo a lasciare il proprio lavoro, la propria quotidianità e la propria casa agli slavi, in odio delle propria nazionalità.

Oggi, infatti, facciamo memoria di quei fatti, ricordiamo le sofferenze di quelle donne, di quegli uomini, di quei bambini e di quegli anziani, molti dei quali malati, che soffrirono privazioni, oltraggi e umiliazioni prima in Istria e nelle aree limitrofe e poi nei tanti campi di ricovero più o meno temporanei in diverse zone della penisola.

Violenze, discriminazioni e persecuzioni frutto di odio e rancore di stampo nazionalistico e politico.

Lo stesso odio e il medesimo rancore che purtroppo, ancora oggi, sono alla base di ogni ingiusta persecuzione nel mondo di singole persone, di gruppi più o meno organizzati, se non di popoli interi.

Da questo giorno e dal ricordo di quei fatti, dunque, colleghi, dobbiamo prendere la forza politica, la determinazione operativa e la convinzione ideologica per far sì che mai qualcuno possa nel futuro essere discriminato per la propria nazionalità o per la propria cultura.

Solo avendo rispetto degli altri avremo realmente rispetto di noi stessi, del nostro passato, delle nostre tradizioni e dei nostri valori più sacri.

Difatti, la capacità di guardare al passato con pacatezza e obiettività, facendo ammenda degli errori compiuti da ogni parte, rende un popolo forte e capace di continuare ad essere, come sempre è stato quello italiano, faro di civiltà e fucina di idee e di politiche che hanno dato vita a grandi conquiste democratiche, sociali e culturali”.


giovedì 5 febbraio 2026

MdL “LA SICUREZZA È UN SUPERPOTERE”

Campobasso, 5 febbraio 2026

Una giornata all’insegna della prevenzione e del senso civico quella vissuta dagli alunni delle classi quarta e quinta dell’Istituto Comprensivo “Enrico D’Ovidio” di Campobasso.


Grazie alla preziosa testimonianza dei Maestri del Lavoro Antonio Albiniano, Giancarlo Manocchio, Lorenzo Pinto, Vittorio Moffa e Claudio Iammarrone, i bambini hanno potuto scoprire che la sicurezza non è un concetto astratto né una serie di divieti, ma un impegno concreto che nasce dai piccoli gesti quotidiani.

I cinque relatori, mettendo a dispo
sizione la loro esperienza professionale e umana, hanno saputo coinvolgere i giovanissimi studenti in un dialogo costruttivo, trasformando una lezione tecnica in un vero e proprio racconto di vita, ricco di esempi pratici e facilmente comprensibili.

Il messaggio centrale della mattinata è stato chiaro e accessibile:
«La sicurezza è l’insieme di tutte quelle azioni che compiamo consapevolmente per ridurre al minimo i rischi di ammalarci, di avere incidenti o di subire infortuni. Non è qualcosa che subiamo, ma qualcosa che costruiamo noi stessi».

I Maestri hanno guidato gli alunni nell’analisi dei pericoli che possono nascondersi negli ambienti di vita quotidiana:

·  A casa, imparando a riconoscere le principali insidie domestiche, come quelle legate alla cucina, all’elettricità o all’uso dei detergenti.

·  A scuola, muovendosi con prudenza, rispettando le regole e conoscendo le corrette procedure da seguire in caso di emergenza.

·  Nel gioco, comprendendo che il divertimento è ancora più bello quando è sicuro, utilizzando protezioni adeguate e imparando a valutare i propri limiti.

«Investire sulla cultura della sicurezza nelle scuole primarie è fondamentale – hanno sottolineato i Maestri del Lavoro –. I bambini di oggi sono come spugne: se apprendono il valore dell’attenzione verso se stessi e verso gli altri, diventeranno cittadini consapevoli. Un piccolo gesto di prudenza oggi può evitare un grande problema domani».

L’Istituto Comprensivo “Enrico D’Ovidio” ringrazia sentitamente i Maestri del Lavoro Antonio Albiniano, Giancarlo Manocchio, Lorenzo Pinto, Vittorio Moffa e Claudio Iammarrone per il tempo dedicato e per la passione con cui hanno trasmesso questi valori fondamentali alle nuove generazioni.



martedì 3 febbraio 2026

LAPIDE IN RICORDO DEL VICE BRIGADIERE DEL CORPO DELLE GUARDIE DI PUBBLICA SICUREZZA NICOLA MIGNOGNA


 Campobasso, 2 febbreio 2026

Inaugurata la lapide in ricordo del Vice Brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Nicola Mignogna, apposta, per volontà del Comune di Campobasso e della Polizia di Stato




             
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I2 febbraio 2026 ricorre il 59° anniversario della morte del Vice Brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Nicola Mignogna e per l’occasione in via Monsignor Bologna  n. 15 è stata inaugurata la lapide in suo ricordo, ivi apposta, per volontà del Comune di Campobasso e della Polizia di Stato, sullo stabile che fu caserma dei Vigili del Fuoco, oggi di proprietà comunale e  sede del GAL, nei pressi del luogo ove il Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza  Nicola Mignogna, il Brigadiere di Pubblica Sicurezza Giovanni Paduano e la Guardia di Pubblica Sicurezza Ignazio Cammisano, alle tre di notte del 2 febbraio 1967, furono feriti dai colpi di pistola esplosi dal  pericolosissimo pregiudicato Paolo Caso.

Il Brigadiere Giovanni Paduano, colpito al gomito, e la Guardia Ignazio Cammisano, colpito allo zigomo, sopravvissero. Mignogna, sebbene colpito all’addome, trovò la forza e la determinazione di mettersi alla guida dell’autovettura di servizio per soccorrere e portare i colleghi in ospedale ma, proprio nel luogo ove è stata apposta la lapide, fu sopraffatto dalla emorragia interna, perse i sensi e si accasciò sul volante della FIAT 1100.

Erano tre poliziotti della Squadra Mobile e quella notte del 2 febbraio 1967 erano in servizio di pattuglia automontata. Transitando per via Monsignor Bologna riconobbero Paolo Caso che si aggirava in modo sospetto tra le autovetture. Lo conoscevano, ad ottobre del 1966 lo avevano arrestato perché doveva espiare una condanna a tre anni di reclusione per reati commessi a Roma, pochi giorni dopo l’arresto era stato scarcerato in applicazione di amnistia e indulto e il Questore dell’epoca emise un foglio di via obbligatorio che gli vietava il ritorno a Campobasso. Quando lo riconobbero sapevano che dovevano fermarlo. Paolo Caso per sottrarsi all’arresto estrasse una pistola con la quale minacciò i poliziotti, i quali, sebbene le condizioni lo avrebbero consentito, non fecero fuoco. Mignogna in particolare riuscì con un mossa rapidissima a disarmare il malvivente che si rifugiò nel vicino cantiere in costruzione. I tre poliziotti lo inseguirono, sentendosi sicuri per averlo disarmato. A questo punto Paolo Caso, approfittando del fatto di trovarsi in una zona oscura mentre i suoi inseguitori erano sotto la luce di un lampione, estrasse una seconda pistola e fece fuoco colpendo i tre polizotti.

A terra furono ritrovate le due pistole, i bossoli, la borsa con alcuni strumenti da effrazione, le tracce di sangue.

Nicola Mignogna, era nato a Riccia (CB) nel 1924, aveva 42 anni, era sposato ed era padre di quattro figliole, la più piccola delle quali all’epoca aveva 4 anni.

La sua morte e il suo eroismo suscitò in tutta la Nazione un moto di commozione di eccezionale intensità. Privati e enti di varia natura vollero mostrare concreta vicinanza alla famiglia con offerte. Il settimanale EPOCA e il quotidiano IL TEMPO promossero una sottoscrizione per la raccolta di fondi per la sua famiglia. Il liceo Giulio Cesare di Roma si adoperò per una colletta. L’ospedale Vietri di Larino volle intitolare una sala del reparto di chirurgia della sua struttura all’eroico poliziotto. L’anno successivo fu dedicata a Nicola Mignogna la Scuola Allievi Agenti di Caserta. 

Paolo Caso fu arrestato dopo 40 giorni ad Ancona, in una situazione similare. Alle due di notte venne sorpreso da quattro cittadini mentre cercava di rubare un’autovettura, i quali lo fermarono per portarlo in Questura. Dapprima finse di collaborare, poi all’interno dell’autovettura riuscì ad estrarre una pistola con la quale fece fuoco contro i coraggiosi malcapitati, che intrapresero con lui una lotta furibonda per bloccargli la mano con la quale cercava di brandire l’arma. Lo scontro durò oltre dieci minuti, alla fine riuscirono ad immobilizzarlo sino all’arrivo della polizia e due di loro rimasero feriti, non mortalmente, dai colpi che il pregiudicato esplose.

Paolo Caso fu condannato all’ergastolo e le indagini che seguirono portarono a denunciarlo anche per l’omicidio a scopo di rapina commesso a Campobasso della tabaccaia di Viale Elena avvenuto nel 1961, nonché dell’omicidio di due donne in Francia nel 1958. 

Durante la detenzione tentò l’evasione e nel 1987 gli fu concesso un permesso premio che sfruttò per darsi alla latitanza. Nel novembre del 1990, presso la stazione ferroviaria di Genova, due poliziotti della Polizia Ferroviaria durante un controllo riuscirono a bloccarlo e lo trovarono in possesso di armi. Tornò così definitivamente detenuto.

Il sacrificio di chi è caduto così eroicamente per difendere la sicurezza della collettività merita il tributo e la deferenza anche delle generazioni successive, che hanno l’onore e il dovere di raccogliere esempi così fulgidi e perpetuarne la memoria.

Proprio per rimarcare il legame nei valori e nello spirito di servizio che di generazione in generazione unisce i poliziotti, durante la cerimonia di scopertura della lapide la corona verrà deposta dal poliziotto più giovane della Questura di Campobasso insieme ad un collega in quiescenza e ultranovantenne, in servizio all’epoca dei fatti.   

Le foto in calce ritraggono i luoghi ove si svolsero i fatti, oltre alla formella dedicata a Nicola Mignogna nel Sacrario della Polizia di Stato a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia.















lunedì 2 febbraio 2026

ADMO E AVIS, ANCORA UNA VOLTA INCONTRANO GLI ALLIEVI CARABINIERI DI CAMPOBASSO


Campobasso, 02 febbraio 2026

Si è tenuta il 30 gennaio presso la Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso, un incontro di sensibilizzazione dedicato al tema della donazione del sangue e del midollo osseo, promosso da ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) Molise “Carolina Sabatelli” e AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue) Campobasso “Nicola Scarano”.


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L’iniziativa rivolta agli Allievi Carabinieri del 145^ corso, con l’obiettivo di diffondere una corretta informazione sull’importanza del dono, gesto semplice ma fondamentale che può salvare vite umane. Attraverso gli interventi, dei volontari e dei referenti delle associazioni sono stati illustrati i percorsi di donazione, sfatati falsi miti e forniti chiarimenti scientifici e sanitari sul valore della solidarietà attiva. Particolarmente importante e significativo, l’intervento di un allievo carabiniere, donatore di midollo osseo, testimoniando con i fatti i valori dell’Arma – coraggio, sacrificio e dedizione al prossimo e con la sua testimonianza ha voluto lanciare un messaggio chiaro: ogni cittadino può contribuire concretamente alla lotta contro alcune malattie oncoematologiche semplicemente scegliendo di tipizzarsi, iscriversi all’ADMO. Toccante l’intervento del papà di Carolina, a cui è intitolata l’ADMO Molise, che ha voluto anticipatamente ringraziare tutti gli allievi che aderiranno all’appello dell’associazione.

L’incontro, siamo sicuri, ha rappresento un momento significativo di formazione civica e sociale, in linea con i valori di altruismo, responsabilità e servizio alla collettività che caratterizzano l’Arma dei Carabinieri. ADMO e AVIS rinnovano così il loro impegno nel coinvolgere i giovani, promuovendo una cultura del dono volontario, anonimo,  gratuito, consapevole e continuativa.


Ci preme ringraziare ancora una volta, la Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso ed in primis il suo Comandante Colonnello Bruno Capece che, sensibile all’iniziativa, ha ancora una volta dimostrato grande attenzione verso una tematica di grande rilevanza sociale e sanitaria e che ci consente di poter incontrare tanti ragazzi e ragazze che hanno già insito in loro il senso dell’aiuto alla comunità e ai più bisognosi”, così ha detto il Presidente Eugenio Astore ringraziando per la rinnovata opportunità.