giovedì 5 febbraio 2026

MdL “LA SICUREZZA È UN SUPERPOTERE”

Campobasso, 5 febbraio 2026

Una giornata all’insegna della prevenzione e del senso civico quella vissuta dagli alunni delle classi quarta e quinta dell’Istituto Comprensivo “Enrico D’Ovidio” di Campobasso.


Grazie alla preziosa testimonianza dei Maestri del Lavoro Antonio Albiniano, Giancarlo Manocchio, Lorenzo Pinto, Vittorio Moffa e Claudio Iammarrone, i bambini hanno potuto scoprire che la sicurezza non è un concetto astratto né una serie di divieti, ma un impegno concreto che nasce dai piccoli gesti quotidiani.

I cinque relatori, mettendo a dispo
sizione la loro esperienza professionale e umana, hanno saputo coinvolgere i giovanissimi studenti in un dialogo costruttivo, trasformando una lezione tecnica in un vero e proprio racconto di vita, ricco di esempi pratici e facilmente comprensibili.

Il messaggio centrale della mattinata è stato chiaro e accessibile:
«La sicurezza è l’insieme di tutte quelle azioni che compiamo consapevolmente per ridurre al minimo i rischi di ammalarci, di avere incidenti o di subire infortuni. Non è qualcosa che subiamo, ma qualcosa che costruiamo noi stessi».

I Maestri hanno guidato gli alunni nell’analisi dei pericoli che possono nascondersi negli ambienti di vita quotidiana:

·  A casa, imparando a riconoscere le principali insidie domestiche, come quelle legate alla cucina, all’elettricità o all’uso dei detergenti.

·  A scuola, muovendosi con prudenza, rispettando le regole e conoscendo le corrette procedure da seguire in caso di emergenza.

·  Nel gioco, comprendendo che il divertimento è ancora più bello quando è sicuro, utilizzando protezioni adeguate e imparando a valutare i propri limiti.

«Investire sulla cultura della sicurezza nelle scuole primarie è fondamentale – hanno sottolineato i Maestri del Lavoro –. I bambini di oggi sono come spugne: se apprendono il valore dell’attenzione verso se stessi e verso gli altri, diventeranno cittadini consapevoli. Un piccolo gesto di prudenza oggi può evitare un grande problema domani».

L’Istituto Comprensivo “Enrico D’Ovidio” ringrazia sentitamente i Maestri del Lavoro Antonio Albiniano, Giancarlo Manocchio, Lorenzo Pinto, Vittorio Moffa e Claudio Iammarrone per il tempo dedicato e per la passione con cui hanno trasmesso questi valori fondamentali alle nuove generazioni.



martedì 3 febbraio 2026

LAPIDE IN RICORDO DEL VICE BRIGADIERE DEL CORPO DELLE GUARDIE DI PUBBLICA SICUREZZA NICOLA MIGNOGNA


 Campobasso, 2 febbreio 2026

Inaugurata la lapide in ricordo del Vice Brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Nicola Mignogna, apposta, per volontà del Comune di Campobasso e della Polizia di Stato




             
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I2 febbraio 2026 ricorre il 59° anniversario della morte del Vice Brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Nicola Mignogna e per l’occasione in via Monsignor Bologna  n. 15 è stata inaugurata la lapide in suo ricordo, ivi apposta, per volontà del Comune di Campobasso e della Polizia di Stato, sullo stabile che fu caserma dei Vigili del Fuoco, oggi di proprietà comunale e  sede del GAL, nei pressi del luogo ove il Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza  Nicola Mignogna, il Brigadiere di Pubblica Sicurezza Giovanni Paduano e la Guardia di Pubblica Sicurezza Ignazio Cammisano, alle tre di notte del 2 febbraio 1967, furono feriti dai colpi di pistola esplosi dal  pericolosissimo pregiudicato Paolo Caso.

Il Brigadiere Giovanni Paduano, colpito al gomito, e la Guardia Ignazio Cammisano, colpito allo zigomo, sopravvissero. Mignogna, sebbene colpito all’addome, trovò la forza e la determinazione di mettersi alla guida dell’autovettura di servizio per soccorrere e portare i colleghi in ospedale ma, proprio nel luogo ove è stata apposta la lapide, fu sopraffatto dalla emorragia interna, perse i sensi e si accasciò sul volante della FIAT 1100.

Erano tre poliziotti della Squadra Mobile e quella notte del 2 febbraio 1967 erano in servizio di pattuglia automontata. Transitando per via Monsignor Bologna riconobbero Paolo Caso che si aggirava in modo sospetto tra le autovetture. Lo conoscevano, ad ottobre del 1966 lo avevano arrestato perché doveva espiare una condanna a tre anni di reclusione per reati commessi a Roma, pochi giorni dopo l’arresto era stato scarcerato in applicazione di amnistia e indulto e il Questore dell’epoca emise un foglio di via obbligatorio che gli vietava il ritorno a Campobasso. Quando lo riconobbero sapevano che dovevano fermarlo. Paolo Caso per sottrarsi all’arresto estrasse una pistola con la quale minacciò i poliziotti, i quali, sebbene le condizioni lo avrebbero consentito, non fecero fuoco. Mignogna in particolare riuscì con un mossa rapidissima a disarmare il malvivente che si rifugiò nel vicino cantiere in costruzione. I tre poliziotti lo inseguirono, sentendosi sicuri per averlo disarmato. A questo punto Paolo Caso, approfittando del fatto di trovarsi in una zona oscura mentre i suoi inseguitori erano sotto la luce di un lampione, estrasse una seconda pistola e fece fuoco colpendo i tre polizotti.

A terra furono ritrovate le due pistole, i bossoli, la borsa con alcuni strumenti da effrazione, le tracce di sangue.

Nicola Mignogna, era nato a Riccia (CB) nel 1924, aveva 42 anni, era sposato ed era padre di quattro figliole, la più piccola delle quali all’epoca aveva 4 anni.

La sua morte e il suo eroismo suscitò in tutta la Nazione un moto di commozione di eccezionale intensità. Privati e enti di varia natura vollero mostrare concreta vicinanza alla famiglia con offerte. Il settimanale EPOCA e il quotidiano IL TEMPO promossero una sottoscrizione per la raccolta di fondi per la sua famiglia. Il liceo Giulio Cesare di Roma si adoperò per una colletta. L’ospedale Vietri di Larino volle intitolare una sala del reparto di chirurgia della sua struttura all’eroico poliziotto. L’anno successivo fu dedicata a Nicola Mignogna la Scuola Allievi Agenti di Caserta. 

Paolo Caso fu arrestato dopo 40 giorni ad Ancona, in una situazione similare. Alle due di notte venne sorpreso da quattro cittadini mentre cercava di rubare un’autovettura, i quali lo fermarono per portarlo in Questura. Dapprima finse di collaborare, poi all’interno dell’autovettura riuscì ad estrarre una pistola con la quale fece fuoco contro i coraggiosi malcapitati, che intrapresero con lui una lotta furibonda per bloccargli la mano con la quale cercava di brandire l’arma. Lo scontro durò oltre dieci minuti, alla fine riuscirono ad immobilizzarlo sino all’arrivo della polizia e due di loro rimasero feriti, non mortalmente, dai colpi che il pregiudicato esplose.

Paolo Caso fu condannato all’ergastolo e le indagini che seguirono portarono a denunciarlo anche per l’omicidio a scopo di rapina commesso a Campobasso della tabaccaia di Viale Elena avvenuto nel 1961, nonché dell’omicidio di due donne in Francia nel 1958. 

Durante la detenzione tentò l’evasione e nel 1987 gli fu concesso un permesso premio che sfruttò per darsi alla latitanza. Nel novembre del 1990, presso la stazione ferroviaria di Genova, due poliziotti della Polizia Ferroviaria durante un controllo riuscirono a bloccarlo e lo trovarono in possesso di armi. Tornò così definitivamente detenuto.

Il sacrificio di chi è caduto così eroicamente per difendere la sicurezza della collettività merita il tributo e la deferenza anche delle generazioni successive, che hanno l’onore e il dovere di raccogliere esempi così fulgidi e perpetuarne la memoria.

Proprio per rimarcare il legame nei valori e nello spirito di servizio che di generazione in generazione unisce i poliziotti, durante la cerimonia di scopertura della lapide la corona verrà deposta dal poliziotto più giovane della Questura di Campobasso insieme ad un collega in quiescenza e ultranovantenne, in servizio all’epoca dei fatti.   

Le foto in calce ritraggono i luoghi ove si svolsero i fatti, oltre alla formella dedicata a Nicola Mignogna nel Sacrario della Polizia di Stato a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia.















lunedì 2 febbraio 2026

ADMO E AVIS, ANCORA UNA VOLTA INCONTRANO GLI ALLIEVI CARABINIERI DI CAMPOBASSO


Campobasso, 02 febbraio 2026

Si è tenuta il 30 gennaio presso la Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso, un incontro di sensibilizzazione dedicato al tema della donazione del sangue e del midollo osseo, promosso da ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) Molise “Carolina Sabatelli” e AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue) Campobasso “Nicola Scarano”.


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L’iniziativa rivolta agli Allievi Carabinieri del 145^ corso, con l’obiettivo di diffondere una corretta informazione sull’importanza del dono, gesto semplice ma fondamentale che può salvare vite umane. Attraverso gli interventi, dei volontari e dei referenti delle associazioni sono stati illustrati i percorsi di donazione, sfatati falsi miti e forniti chiarimenti scientifici e sanitari sul valore della solidarietà attiva. Particolarmente importante e significativo, l’intervento di un allievo carabiniere, donatore di midollo osseo, testimoniando con i fatti i valori dell’Arma – coraggio, sacrificio e dedizione al prossimo e con la sua testimonianza ha voluto lanciare un messaggio chiaro: ogni cittadino può contribuire concretamente alla lotta contro alcune malattie oncoematologiche semplicemente scegliendo di tipizzarsi, iscriversi all’ADMO. Toccante l’intervento del papà di Carolina, a cui è intitolata l’ADMO Molise, che ha voluto anticipatamente ringraziare tutti gli allievi che aderiranno all’appello dell’associazione.

L’incontro, siamo sicuri, ha rappresento un momento significativo di formazione civica e sociale, in linea con i valori di altruismo, responsabilità e servizio alla collettività che caratterizzano l’Arma dei Carabinieri. ADMO e AVIS rinnovano così il loro impegno nel coinvolgere i giovani, promuovendo una cultura del dono volontario, anonimo,  gratuito, consapevole e continuativa.


Ci preme ringraziare ancora una volta, la Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso ed in primis il suo Comandante Colonnello Bruno Capece che, sensibile all’iniziativa, ha ancora una volta dimostrato grande attenzione verso una tematica di grande rilevanza sociale e sanitaria e che ci consente di poter incontrare tanti ragazzi e ragazze che hanno già insito in loro il senso dell’aiuto alla comunità e ai più bisognosi”, così ha detto il Presidente Eugenio Astore ringraziando per la rinnovata opportunità.


mercoledì 28 gennaio 2026

PREFETTURA di CAMPOBASSO:ORDINE E LA SICUREZZA PUBBLICA

 Campobasso, 28 gennaio 2026

Si è tenuta oggi, 28 gennaio 2026, una riunione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto Michela Lattarulo, concernente la sicurezza dei pubblici esercizi e delle attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo, alla luce della recente direttiva diramata ai Prefetti dal Ministro dell’Interno.





Hanno partecipato il Presidente della Provincia, i Sindaci di Campobasso e Termoli, il Presidente dell'ANCI Molise, i vertici delle Forze di Polizia e
del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, del Dipartimento di Prevenzione dell’ASReM e i rappresentanti delle Associazioni di Categoria (Associazione Industriali, Confcommercio e Confesercenti).

L'incontro è stato convocato sia al fine di delineare un’analisi di contesto della situazione a livello provinciale, che di condividere una strategia finalizzata a garantire il rispetto della normativa di settore e contrastare eventuali forme di esercizio abusivo.

Nel corso della riunione è stato svolto un ampio confronto dal quale è emersa la condivisa esigenza di orientare l’azione degli attori del sistema verso l’obiettivo prioritario di innalzare la cultura della sicurezza attraverso un’azione coordinata.

Un focus specifico è stato riservato alla necessità di verificare se le attività di intrattenimento svolte da bar e ristoranti assumano carattere prevalente, richiedendo, in tal caso, l’applicazione delle regole più stringenti previste per i locali di pubblico spettacolo.

Il Prefetto ha, nell’occasione, preannunciato l’invio di una circolare ai Sindaci sulla necessità di svolgere controlli, in chiave preventiva, sulle condizioni di sicurezza dei locali, comunicandone periodicamente gli esiti. 

Le Associazioni di categoria hanno a loro volta assicurato il massimo impegno nello svolgimento di una capillare attività di sensibilizzazione nei confronti degli aderenti.

Una efficace attività di controllo sarà inoltre svolta dalle Forze di polizia, con il coinvolgimento del personale dei Vigili del Fuoco, dell’Ispettorato del lavoro e del Dipartimento di prevenzione dell’ASREM. Azione accompagnata, ha assicurato il Prefetto, da incontri formativi/informativi che saranno rivolti non soltanto al personale dei Comuni che opera all’interno degli Uffici SUAP e tecnici e delle polizie locali, ma anche agli stessi gestori dei pubblici esercizi. 

Al termine della riunione, il Prefetto ha espresso viva soddisfazione per la disponibilità manifestata e per l’impegno assicurato da tutte le componenti istituzionali presenti al tavolo, che verrà periodicamente riunito per il monitoraggio complessivo delle azioni intraprese





sabato 24 gennaio 2026

LIONS: PREMIO “ADA TROMBETTA”

 Campobasso, 24 gennaio 2026

 ·10^ edizione del Premio Lions Ada Trombetta Convitto Nazionale Mario Pagano.

   
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Si è svolta ieri, 23 gennaio 2026, presso il Convitto Nazionale Mario Pagano la Cerimonia di consegna del Premio Lions Ada Trombetta giunto alla sua 10^ edizione, officiata dalla sempre eccellente Elena De Oto.

La Commissione del Premio del Lions Club Ada Trombetta, presieduta dal segretario distrettuale Eugenio Astore composta dai consiglieri Giuseppe Santoro, Carlo De Socio e Luigi Sabella, hanno individuato nella dottoressa Rossana Iesulauro, già Presidente della Corte d’Appello del Tribunale di Campobasso, la Donna Campobassana più meritevole.


A Lei è stato attribuito il prestigioso riconoscimento dedicato a personalità che si distinguono per alto profilo professionale, etica e impegno al servizio della comunità, con la seguente motivazione: “Nel corso della sua carriera in magistratura, la Dott.ssa Iesulauro ha dimostrato rigore, equilibrio istituzionale e profonda attenzione ai diritti fondamentali, interpretando la funzione pubblica come autentico servizio alla collettività.”

Alla cerimonia sono state presenti autorità civili e militari, sempre vicine e partecipi alle attività del Lions Club Campobasso.

Molto appassionante il racconto storico dello studioso Paolo Matrella e gli interventi dell’assessore Bibiana Chierchia e della presidente della commissione pari opportunità l’avv. Giusi Di Lalla.

Anche il Governatore del Distretto Lio
ns 108 A, Stefano Maggiani, ha portato il suo saluto intervenendo in collegamento da Jesi rammentando il suo motto "la gioia di servire con il cuore".

sabato 17 gennaio 2026

FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE: IL FUOCO DELLA PACE

 Campobasso, 17 gennaio 2026

La festa in onore di Sant’Antonio Abate, santo eremita e protettore degli animali, ha preso il via questa mattina sul sagrato della chiesa con l’accensione del tradizionale fuoco.



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Durante la prima benedizione, don Francesco ha sottolineato come, di fronte al “fuoco della guerra”, quello acceso oggi rappresenti un fuoco di pace. Numerosi gli striscioni esposti sui balconi del paese, tutti con messaggi inneggianti alla pace.

Ad aprire ufficialmente l’evento è stato il gruppo guidato da Nicola Mastropaolo, che ha accompagnato i momenti più significativi della giornata. I ragazzi del gruppo scout Campobasso 5 Agesci, insieme ai genitori, hanno preparato per l’occasione 60 chilogrammi di cavatelli, offrendo un prezioso contributo alla riuscita della festa.

In mattinata si è svolta la tradizionale benedizione degli animali nei pressi del fuoco. Successivamente, padre Luciano ha celebrato la seconda Santa Messa della giornata, ricordando l’esempio di Sant’Antonio Abate, la cui vita terrena è stata per lui fonte di ispirazione e testimonianza di fede.

Sul sagrato, intanto, un numero sempre crescente di persone si è radunato per condividere un clima di calore umano, dedizione e folklore.

Nel pomeriggio si è svolta la processione della statua lignea del Santo, seguita dalla Santa Messa presieduta dal vescovo della Diocesi di Campobasso-Bojano, monsignor Biagio Colaianni.

In tarda serata il fuoco ha continuato ad ardere con fiamma alta e vigorosa, mentre lo spiazzo antistante la chiesa si è riempito di fedeli e visitatori, che hanno potuto gustare i cavatelli al sugo di carne di maiale e le fave lesse, piatti simbolo della tradizione.

Dopo le ore venti, spazio alla musica e alla tradizione orale, con canti e “maitunate” diretti da Nicola Mastropaolo insieme al suo gruppo di amici e musicisti, chiudendo la giornata all’insegna della condivisione e dell’identità culturale.


giovedì 1 gennaio 2026

LA FIAMMA OLIMPICA ARRIVA A CAMPOBASSO



 Campobasso, 1 gennaio 2026

Un capodanno di luce, tradizioni e orgoglio molisano. Campobasso accoglie la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026, in occasione della sua 25ª tappa.



Un evento di grande valore sportivo, culturale e simbolico che coinvolgerà cittadini, istituzioni e visitatori in una celebrazione collettiva dello spirito olimpico e dell’identità molisana.

Dopo aver attraversato luoghi iconici del Sud Italia – da Trani a Castel del Monte, da Barletta a Foggia, fino a Termoli – la Fiamma è giunta a Campobasso, per poi proseguire il suo cammino verso Isernia il giorno successivo.

Per rendere omaggio a questo momento storico, la città ha scelto di accogliere la Fiamma con un evento straordinario e carico di significato: l’uscita eccezionale del Mistero di Sant’Antonio Abate, l’ingegno di Saverio Di Zinno con la celebre “tunzella” e i diavoli. Un simbolo profondo della tradizione campobassana, che per l’occasione si mostrerà in tutta la sua suggestiva potenza scenica, unendo sacro e profano in un abbraccio ideale con i valori universali delle Olimpiadi.

Campobasso si prepara a vivere un Capodanno indimenticabile, dove la luce della Fiamma Olimpica si fonderà con quella delle tradizioni più care, in un’atmosfera di festa, orgoglio e appartenenza.