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martedì 9 gennaio 2018

CONFINDUSTRIA: COLAVITA, RILANCIARE IL DIALOGO TRA LE ORGANIZZAZIONI

Campobasso, 9 gennaio 2018

“Siamo ad inizio anno e vogliamo partire con il piede giusto". 

Per questo ieri mattina - afferma il Presidente di Confindustria Molise ENRICO COLAVITA - ho incontrato alcuni esponenti di altre organizzazioni di categoria  - l’ACEM, la CONFARTIGIANATO e la CNA - per riavviare una stagione di CONCERTAZIONE dopo anni in cui il valore di questo metodo è stato molto sottovalutato”. 
E’ chiaro e preciso l’indirizzo che il Presidente Colavita vuole dare alla Confindustria Molise: un moderno e rafforzato senso della rappresentanza unitaria, per giocare insieme a tutte le categorie attive in Molise, anche con le altre che a breve incontrerà (le organizzazioni datoriali del commercio, dei servizi e dell’agricoltura e successivamente le organizzazioni sindacali), una partita importante per rilanciare il sistema economico regionale nel suo complesso. 
I temi discussi nella riunione di ieri coincidono con gli asset di sviluppo della regione Molise: infrastrutture, accesso al credito, rapporto con la pubblica amministrazione (in ordine in primo luogo alla velocizzazione dei pagamenti della PA, ma anche alla riduzione della spesa pubblica e alla riduzione delle tasse), la centralità dell’impresa privata per creare le condizioni per chi, anche in forma di start up, vuole investire. 
“Non buttiamo alle ortiche gli sforzi fatti in questi anni dalle famiglie e dalle imprese molisane! Da parte nostra - sottolinea il Presidente Colavita - ci impegneremo per riportare al centro del dibattito con tutti i nostri interlocutori la competitività del nostro territorio. 
Dal punto di vista delle imprese che rappresento, ribadisco che dobbiamo porci come obiettivo la necessità di operare anche informa aggregata, a rete, per aumentare il peso del nostro business soprattutto sull’export. Per quanto mi riguarda, ho già convocato un incontro, il 24 gennaio a Venafro, sul tema “reti d’impresa”, dal quale mi auguro potrà uscirà un progetto concreto per crescere insieme.

lunedì 23 ottobre 2017

COLAVITA SULLA LEGGE DI BILANCIO: “LE NOSTRE PRIORITÀ SONO I GIOVANI E INDUSTRIA 4.0”

Campobasso, 23 ottobre 2017

Il Presidente di Confindustria Molise Enrico Colavita è intervenuto stamane al meeting organizzato dall’Onorevole Laura Venittelli - ospite il Sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta - per parlare della legge di bilancio.

Dopo aver sottolineato l’importanza di ascoltare le parti sociali, metodo al quale il Presidente Colavita tiene tantissimo, il numero uno degli industriali molisani è intervenuto evidenziando la posizione di Confindustria sulla legge. 
Le priorità per noi sono i nostri giovani e la riconferma degli strumenti di Industria 4.0. La legge di bilancio va in questa direzione, anche se le misure messe in campo non sono misure shock ,come quelle che il nostro sistema industriale aveva chiesto. 
Infatti sui giovani Confindustria aveva spinto per l’azzeramento del cuneo fiscale e dei contributi per tre anni per i neo-assunti. Nella prossima legge di bilancio c'è invece una misura più “soft” che punta a un dimezzamento triennale permanente. 
Per quanto riguarda il Piano di agevolazioni per la digitalizzazione delle imprese, Confindustria aveva evidenziato al Governo la necessità di riconfermare alla scadenza gli strumenti di Industria 4.0, dal superammortamento all’iperammortamento, perché hanno fatto ripartire gli investimenti in Italia”.
Colavita infiene ha ripreso un tema caro agli industriali: “La competitività delle imprese e la centralità della questione industriale sono la precondizione per rendere strutturale lo sviluppo. E’ la crescita industriale che determina l’occupazione che riguarda le famiglie italiane e non c’è dicotomia tra imprese e società e tra famiglie e imprese. Chi è contro l’industria è contro l’Italia. 
Non dimentichiamoci mai che l’Italia è il secondo Paese in Europa per la forza della sua manifattura!”

venerdì 5 giugno 2015

CONFINDUSTRIA MOLISE: “IN APRILE 159 MILA POSTI IN PIU’ IN ITALIA. BENE ANCHE I DATI SUL MOLISE.

Campobasso, 5 giugno 2015

Natale: “Segnali positivi, ma senza industria non c’è ripresa”

Ad aprile 2015 gli occupati in Italia aumentano dello 0,7% rispetto a marzo: 159 mila posti di lavoro in più. Lo rileva l’Istat: il tasso di disoccupazione scende al 12,4%. Secondo l’Ocse nel nostro Paese la ripresa c’è. Bene anche i dati sul Molise, dove si è passati da 94 mila occupati (primo trimestre 2014) a 97 mila (primo trimestre 2015).
Dunque “i segnali positivi sull’andamento dell’economia ci sono - ha commentato il Presidente di Confindustria Molise Mauro Natale - anche se dipendono soprattutto dalle esportazioni (in questa fase beneficiate da fattori esterni come l’euro debole e il Qe deciso dalla Bce). Occorre, ora, far ripartire il mercato interno, senza il quale non potrà esserci una ripresa solida. E’ questo il motivo fondamentale per continuare ad insistere, anche in questa regione, sull’idea che la ripresa passa dall’impresa e dal manifatturiero.
Se le imprese non ripartono, la ripresa non la vedremo - ha aggiunto il Presidente Natale - perché non saranno certo il pubblico o i servizi a far ripartire l’Italia. La nostra preoccupazione deve essere quella di avere imprese solide e forti per garantire a tutti coloro che ci lavorano un posto sicuro e auspicare di averne altri.
Da parte mia continuo a dire che la sicurezza sul lavoro, il rispetto delle leggi in materia ambientale, così come la qualità dei prodotti, gli investimenti in ricerca e sviluppo, la capacità di rispondere al mercato la fanno le aziende solide della manifattura:
Queste aziende - ne abbiamo per fortuna esempi anche in Molise, nell’area di Termoli  e Pozzilli  sono certamente disposte a fare investimenti sul territorio, progetti di ampliamento e, perché no, a prevedere premi di risultato attraverso il legame fra dinamica dei salari e miglioramenti della produttività.
Infine - conclude Natale - occorre far ripartire in questa regione le infrastrutture, perché questo avrebbe un impatto positivo sul settore dell’edilizia, quello che in questi anni ha sofferto di più la crisi”.

venerdì 29 maggio 2015

“INDUSTRIA DECISIVA PER RIPARTIRE”

Campobasso,  29 maggio 2015

Assemblea generale di Confindustria all’Expo di Milano


Mettere l’industria al centro, come motore della crescita, creando un contesto competitivo favorevole allo sviluppo: su questa battaglia si è cimentato il Presidente nazionale Giorgio Squinzi nei tre anni di mandato. E su questo tema si è svolta ieri la sua relazione annuale, alla presenza di una grande platea di imprenditori provenienti da tutta l’Italia. 
L’impegno di Squinzi, che ovviamente è stato l’impegno delle Confindustrie regionali, è stato riconosciuto e apprezzato anche dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. In una lettera inviata ieri agli industriali, Renzi ha evidenziato quanto il recupero della centralità del manifatturiero in Italia sia un paradigma che il Governo condivide pienamente e sul quale sta concentrando riforme e misure che puntano a rafforzare la competitività del sistema industriale italiano. 
Ci sono oggi chiari segnali di ripresa: il nuovo rapporto sui settori industriali realizzato da Intesa San Paolo e Prometeia evidenzia che, dopo anni di frenata, nel 2015 ripartono i ricavi del manifatturiero, con prospettive di crescita che si estendono fino al 2019. Un quadriennio che, per la manifattura italiana, si tradurrà in una progressiva e sostanziosa crescita, con uno scatto ancora superiore - si legge nel rapporto - per i settori di auto, elettronica, chimica, alimentari e farmaceutica. 
Un rinascimento industriale - come l’ha definito più volte Squinzi - come motore di sviluppo e occupazione. In Italia, invece, un qualsiasi progetto nuovo legato all’industria, ma non solo, porta con sé un comitato contrario e un sicuro ricorso al Tar. Occorre, allora, ricreare nel Paese una cultura e l’orgoglio industriale”. 
“E’ questo anche un mio impegno e una mia battaglia”, afferma il Presidente Mauro Natale in una nota inviata stamane alla stampa. “La nostra regione, purtroppo, manifesta chiari segnali di contrarietà all’industria, come ho avuto modo di evidenziare anche di recente in relazione alla vicenda della Momentive. Qui in Molise non si vuole comprendere quanto l’industria sia centrale per la ripresa dell’occupazione, che attualmente è il problema più grave che abbiamo.
Torno sull’argomento perché lo ritengo doveroso da parte mia e particolarmente grave per la nostra regione. Il ricorso del Codacons al Tar contro l’ampliamento di una delle più importanti aziende chimiche che abbiamo a Termoli, così come le manifestazioni semi deserte organizzate dalla Fondazione Milani e dal Movimento 5 Stelle per dire no all’ampliamento della Momentive, la concessione prima del permesso edilizio da parte del comune adriatico e poi  il diniego dello stesso, rappresentano - lo ribadisco - un segnale di irresponsabilità e di incapacità di comprendere che, se non agganciamo ora la ripresa favorendo l’industria, non ci sarà futuro per questa regione, a meno che non si voglia puntare tutto sull’ambiente incontaminato, le sagre di paese e i riti popolari che - con tutto il rispetto - ad oggi hanno creato soltanto emigrazione dei nostri giovani fuori regione”. 

mercoledì 29 aprile 2015

SANTA CROCE DI MAGLIANO: FESTA DEI LAVORATORI

Campobasso, 29 aprile 2015


Come da tradizione anche quest'anno si tiene a Santa Croce di Magliano (CB) la Festa dei Lavoratori, unica iniziativa molisana a qualsiasi livello. Alle ore 15.00 inaugurazione della sede storica della Camera del Lavoro restaurata dopo il terremoto del 2002.
Alle ore 16.00 partenza del corteo per le strade cittadine, contro il jobs act, il precariato e per lo sviluppo.
Crediamo che quest'anno sia ancora più importante partecipare per il momento di crisi estrema  che attanaglia ed investe il molise a tutti i livelli produttivi da più di 7 anni senza intravedere possibili soluzioni. 
Interverrà Serena SORRENTINO della Segreteria Nazionale CGIL.

venerdì 27 marzo 2015

NATALE: BASTA CON LE DICHIARAZIONI “STRAORDINARIE”

Campobasso, 27 marzo 2015

Il presidente NATALE torna sul tema  della crescita industriale del territorio


Il +0,2% del Pil segnalato dal centro studi Confindustria "non è un dato entusiasmante, ma un segnale di inversione di tendenza". Così il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine della Giunta di Confindustria che si è svolta  a Roma. Alla Giunta di Confindustria ha partecipato anche il Ministro Marianna Madia, secondo la quale la riforma della Pubblica amministrazione "sarà' portatrice di crescita e sviluppo per il Paese”. 

Presente anche il Presidente degli industriali molisani, Mauro NATALE, che  è tornato a parlare della necessità di creare in regione posti di lavoro veri e non effimeri. 
“La conferma dei precari della sanità - dichiara Natale - è una notizia che, come imprenditore, non mi ha fatto esultare, perché credo significhi continuare a mantenere una forma surrettizia di occupazione che grava sulla spesa pubblica dei molisani. E’ tempo di cambiare! Per questo dobbiamo spingere tutti quanti insieme  - governo regionale, parlamentari molisani, sindacati, sindaci e chiunque abbia interesse per questa regione - verso un cambiamento di mentalità, per portare finalmente il Molise fuori dall’assistenzialismo e dall’idea di una pubblica amministrazione intesa come buon rifugio degli inoccupati. 
Per questo, ribadisco ancora una volta, è necessario uscire dalla sindrome del no alle industrie e, consentitemelo, dalla caparbietà di remare contro il cambiamento. 
Basta con i ricorsi e le invettive televisive cariche solo di livore, ma prive di realismo!
Basta con le dichiarazioni “straordinarie” di persone che rappresentano sostanzialmente il loro pensiero, tristemente ripreso da chi li usa sul piano della comunicazione!
Non si può guardare al futuro, sperando che il passato ritorni.
A chi giovano “i gufi” molisani, più volte bocciati dall’elettorato e dunque senza legittimazione a governare? Ben venga, invece,l’opposizione sana, perché contribuisce a creare un vantaggio competitivo alla politica di governo per il raggiungimento del bene comune. 
Noi vogliamo far crescere il sistema industriale molisano, perché crediamo che il lavoro lo creano le imprese e su questo punto ci aspettiamo che chi ci governa, ma anche chi ha veramente a cuore il Molise, ci appoggi. 
Se non agganciamo ora la ripresa, potendo contare su una serie di fattori esterni decisamente favorevoli, faremo il male dei nostri figli, perché resteremo invisibili a chiunque voglia investire qui da noi”. 

venerdì 20 marzo 2015

MAURO NATALE:“SE VOGLIAMO UN FUTURO, DOBBIAMO DIFENDERE L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA PRIVATA”

Campobasso, 20 marzo 2015


Mauro Natale
(foto G.Calabrese)
Sono stati riconfermati, al vertice dell’Associazione Industriali, i vicepresidenti di Mauro Natale: Mariantonietta Ricciardi (Accademia Britannica), Rossella Ferro (La Molisana), Gianni Spinosa (Spinosa Costruzioni) ed è stato nominato, come quarto vice, Rosario Morelli (Armafer). 
Nel corso dell’Assemblea generale delle imprese associate, il Presidente degli industriali molisani Natale ha svolto la sua consueta relazione, che è stata poi messa ai voi dei presenti per l’approvazione. Mauro Natale, che è stato così riconfermato alla guida dell’Associazione Industriali per il prossimo biennio, ha inteso ribadire i temi che hanno caratterizzano fino ad ora la sua presidenza. 
In modo particolare, ha posto l’attenzione sulle iniziative contro l’industria che si stanno registrando in regione, che minano le opportunità di sviluppo del Molise. 
“Oggi - ha affermato NATALE - l’industria manifatturiera privata è ferma al palo, perché per i molisani l’industria é un capitolo chiuso. 
Per i molisani le industrie, così come le manze, puzzano, inquinano, danno fastidio, pregiudicano il futuro economico di una regione vocata da sempre ad una crescita economica lenta e silenziosa, una crescita basata sulla natura, l’aria pulita, i parchi naturalistici, la neve e le sagre di paese. 
L’ho detto pubblicamente più volte: in tutte le regioni d’Italia con economie più avanzate della nostra (come l’Umbria, le Marche, l’Emilia Romagna  e così via) l’industria, attenta e rispettosa delle leggi e in regola con le autorizzazioni, coesiste con il mare, gli spazi verdi, le comunità locali, la storia dei territori, il turismo, l’agricoltura e tutto quanto caratterizza le aree in cui si è insediata. 
Qui in Molise, invece, vorremmo vivere tutti di pubblica amministrazione, tutti con il posto fisso sotto casa, salvo poi indignarsi con la classe dirigente perché incapace di sviluppare il territorio. 
La situazione nella quale ci troviamo, come regione, è pesante e occorre che tutti, noi in primis, ne prendiamo atto. 
Se vogliamo avere una chance di agganciare la ripresa, dobbiamo auspicare che oggi, chi ci governa, prema sull’acceleratore per ridurre gli sprechi e operare le riforme necessarie, tagli e riforme - si badi bene - che noi come Confindustria da anni chiediamo alla classe dirigente di attuare: dismissione delle partecipate, recupero del deficit sanitario, snellimento della pubblica amministrazione, riduzione del carico fiscale e investimenti. 
E’ un percorso lungo, difficile e impopolare da condividere, ma è ciò che noi industriali abbiamo sempre chiesto, ossia il presupposto per poter tornare ad avere un territorio attrattivo e competitivo, in Italia e in Europa”.

mercoledì 11 febbraio 2015

CARMELO BARBAGALLO: " IL MOLISE HA LE RISORSE E LE PROFESSIONALITÀ PER RIPARTIRE. LA POLITICA SI DIA UNA MOSSA."

Campobasso, 11 febbraio 2015

Aumento degli investimenti, utilizzo delle risorse europee e guerra alla corruzione.

Questi, in estrema sintesi, i concetti che stamane il Segretario Generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha espresso durante i suoi appuntamenti sul territorio molisano, prima di raggiungere l'università del Molise per l'assemblea dei lavoratori che ha trattato il tema della riforma del pubblico impiego.
Nella prima tappa, nell'area del venafrano, Barbagallo ha visitato il cementificio Colacem, dove è stato accolto dalla proprietà e dalla dirigenza dello stabilimento che hanno provveduto ad organizzare una visita dell'industria, toccata anch'essa dalla contingente crisi economica che riguarda il settore edile. Sul tema, il leader della Uil ha dichiarato che "senza gli investimenti il mondo che ruota attorno all'edilizia non potrà mai ripartire. Purtroppo ci ritroviamo dinanzi a un'Europa che prosegue in un clima di austerità e che mette in campo somme che non basterebbero per rimettere in moto una sola grande azienda, contrariamente agli Stati Uniti, ad esempio, che hanno deciso di investire mille miliardi di dollari. Senza politiche coraggiose che puntano a innovazione tecnologica, alla ricerca, ed alle nuove infrastrutture, con i metodi di Junker e della UE, difficilmente vedremo la tanto attesa ripresa."
Successivamente, Barbagallo e  la delegazione della Uil hanno visitato la MP di Campochiaro, azienda che opera nella realizzazione di parquet artigianali e che paga, purtroppo, la forte diminuzione di commesse dall'Italia e dall'estero. In questa circostanza, Barbagallo ha affermato che "la ripresa della nostra economia deve partire dal sostegno alle imprese più piccole che sono sommerse, ormai, da una burocrazia asfissiante. I circuiti economici nazionali, ha proseguito il leader Uil, devono poter beneficiare di risorse importanti e di iniziative tangibili che il governo deve mettere in campo per favorire nuova occupazione e che non si riducano a degli atti amministrativi che impongono come e chi assumere o licenziare."
Lungo il tragitto verso il capoluogo, poi, Carmelo Barbagallo ha incontrato una nutrita delegazione dei lavoratori ANAS, tra i quali una forte rappresentanza di precari in attesa di stabilizzazione. Gli operai hanno consegnato al Segretario un documento chiedendogli un suo interessamento sulla vertenza che li accomuna anche a colleghi di altre regione e che, purtroppo, non riescono a ricevere la giusta considerazione da parte di una delle più grandi stazioni appaltanti d'Italia.
E proprio su questo aspetto Barbagallo ha sottolineato che "In un paese dove insistono 32.000 stazioni appaltanti, dove dominano le aste al massimo ribasso e dove su ogni gara la corruzione è sempre dietro l'angolo, è necessario un forte intervento dello Stato per snellire le procedure di affidamento dei lavori ed avere anche le garanzie su quelle che sono le aziende che partecipano ai vari appalti. Inoltre, ha proseguito, siamo in un Paese dove si spendono 8 miliardi di euro l'anno per recupero di infrastrutture pubbliche, tra cui le viarie ovviamente, ormai martoriate da violenti eventi climatici, mentre ne basterebbe la metà per mettere in campo azioni definitive di prevenzione per la conservazione del patrimonio pubblico."
In ultimo, il massimo rappresentante dell'Organizzazione sindacale, si è recato presso il centro commerciale Monforte di Campobasso, dove ad attenderlo vi era una folta rappresentanza di lavoratori della GDO, in attesa della nuova Legge su commercio che regolamenti anche le aperture. "Viviamo in Paese che vanta le più grandi eccellenze del mondo, in special modo in tema di agroalimentare e siamo alla vigilia dell'Expo che sarà una grande opportunità per tutti i produttori di beni alimentari di elevatissima qualità. Speriamo, ha poi aggiunto Barbagallo, che in quella occasione sapremo farci valere dinanzi agli occhi attenti del mondo intero e che quei mesi potranno rappresentare un importante momento per la ripresa economica dell'Italia."
Un breve ma significativo riferimento è stato poi fatto da Barbagallo anche sulla situazione molisana: "Il Molise è una piccola regione che dovrebbe spendere tutte  le risorse messe a disposizione dalla comunità europea, cosa che il Molise ancora non fa. Comunque, le economie ancora a disposizione  devono essere utilizzate al meglio dalle pubbliche amministrazioni e la politica locale deve cominciare a lavorare su crescita e sviluppo facendo si che anche le produzioni locali possano cominciare ad essere nuovamente un bene di consumo.  E perché ciò accada é é necessario che i lavoratori recuperino il loro potere di acquisto attraverso l'avvio di una stagione e contrattuale. Oggi questa terra vive la disoccupazione tra le più alte d'Italia e quella giovanile tocca numeri disastrosi. Si parte da questo dato complicato e per invertirlo ci vuole il lavoro di tutti. Il sindacato continuerà a fare la sua parte, discutendo, cercando strade e percorsi condivisi con tutti i soggetti chiamati a lavorare alla ripresa. La politica però deve darsi una svegliata e  cambiare rotta e velocità. Con i decreti e solo con essi,  ha concluso Barbagallo, non si va da nessuna parte. "

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lunedì 9 febbraio 2015

CON LA CRISI LA FAMIGLIA E’ DIVENTATA IL NUOVO WELFARE ANCHE IN MOLISE

Campobasso, 9 febbraio 2015

Per effetto della crisi economica e delle difficoltà occupazionali quasi 4 italiani su dieci, 37 per cento, hanno chiesto aiuto economico ai genitori che, anche quando non coabitano con i figli, restano un solido punto di riferimento. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti-Ixe’ in riferimento ai dati Eurostat, in base ai quali si evidenzia che in Italia due giovani su tre, 65,8 per cento, vivono in famiglia, nella fascia d'età tra i 18 e 34 anni. Tale fenomeno, evidenzia Coldiretti Molise, è particolarmente diffuso nella nostra regione, dove nello stato di disoccupazione risulta essere il 48,9% dei giovanissimi molisani, cioè quella fetta di popolazione compresa tra i 15 e i 24 anni. Spesso considerata superata, la struttura della famiglia italiana si sta dimostrando, nei fatti, fondamentale - sottolinea la Coldiretti Molise - per non far sprofondare nelle difficoltà della crisi moltissimi cittadini. Le difficoltà economiche e sociali fanno stringere i ranghi all’interno della famiglia che si rafforza, anche come supporto psicologico per affrontare nuove ansie e preoccupazioni, e si consolida il pasto in comune, per condividere e contenere le spese, ma anche per trovare momenti di convivialità di fronte alle crisi relazionali. Nel Molise che, secondo l’ultimo rapporto dell’ISTAT su dati INPS,  registra il secondo posto, dopo la Calabria, per il più alto rapporto tra  pensionati e lavoratori attivi, con 85,3 pensionati ogni 100 occupati, all’interno delle famiglia acquista un ruolo di riferimento particolare la figura dei nonni. Come richiama la Federpensionati Coldiretti Molise, le persone anziane, che hanno affrontato situazioni difficili ed hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale dell’Italia, sono chiamate ad offrire un punto di riferimento importante e trasmettere forti valori morali e comportamentali per il superamento delle difficoltà e per lo sforzo di creare adeguate prospettive di vita, contribuendo così alla coesione sociale. La tavola è tornata ad essere un momento rituale significativo per tante famiglie italiane, malgrado la destrutturazione dei pasti, la proiezione verso l’esterno dei familiari, dovuta anche agli impegni di lavoro. Infatti, secondo i dati rilevati dalla Coldiretti, si stima che 10,6 milioni di famiglie italiane, ogni giorno della settimana, fanno almeno un pasto insieme a colazione, a pranzo o a cena; quindi, il 60,8% delle famiglie, escluse ovviamente le unipersonali, riesce ad avere un momento quotidiano di copresenza intorno al desco familiare. In questa tendenza spesso i nipoti vanno a pranzo dai nonni, quando non sono conviventi, o a preparare il pranzo sono le nonne, quando convivono. Ciò, in particolar modo in Molise, non perché i pensionati hanno particolari disponibilità economiche. Infatti, come rileva il Patronato EPACA, l’incidenza della spesa pensionistica del Molise, rispetto al proprio Prodotto Interno Lordo, risulta essere del 19,3%, posizionando la nostra regione all’ottavo posto tra quelle italiane. Il Molise ha, poi, l’importo annuo pensionistico, euro 9.226, ed il reddito medio, euro 13.602, da pensioni più bassi d’Italia. Ma la ragione del delegare spesso alle nonne il compito di preparare i pranzi ai nipoti, osserva Federpensionati di Coldiretti Molise, è nel fatto che esse sanno riproporre le tradizionali ricette molisane, che utilizzano e valorizzano le parti meno nobili e costose dei prodotti alimentari, magari scegliendole a Km zero, proponendo pregiate ricette spendendo poco.

mercoledì 4 febbraio 2015

MOLISE: “UN GIORNO DA ALLEVATORE” GRANDE MOBILITAZIONE VENERDI’ A ROMA

Campobasso, 4 febbraio 2015

Sono già diverse centinaia le adesioni di allevatori molisani all’appuntamento per salvare le stalle italiane, che è fissato per venerdì 6 febbraio a Roma in Piazza del Campidoglio, dove sarà allestita una mega-stalla, con la mungitura delle mucche. L’obiettivo dell’iniziativa nazionale è quello di far conoscere da vicino il difficile lavoro degli allevatori e gli effetti positivi della loro attività per l’intera collettività, ma anche i pericoli dell’abbandono del territorio senza gli allevamenti, come dimostra il Dossier “L’attacco alle stalle italiane”, che sarà presentato nell’occasione. Sarà la più grande operazione di mungitura pubblica, mai realizzata in Italia e nel mondo, che verrà allestita venerdì, con la presenza di Ministri del Governo, Amministratori degli Enti Locali, Sindaci, politici, esponenti della cultura, dello spettacolo e del mondo economico e sociale. Tutti, insieme agli allevatori ed ai cittadini, trascorreranno un giorno da allevatore, per mungere, dare da mangiare e custodire gli animali. Un segno concreto di solidarietà, vicinanza e sostegno al lavoro che tutti i giorni svolgono gli allevatori italiani, per garantire latte fresco e grandi formaggi Made in Italy, ma anche la biodiversità ed il presidio del territorio anche nelle aree più difficili. Gli allevatori di Coldiretti Molise rappresenteranno la vocazione zootecnica del Molise, caratterizzato da aziende zootecniche di piccole dimensioni, in zone montane o collinari, con una alimentazione prevalentemente autoprodotta in azienda, che se danno latte di buona qualità, sopportano maggiori costi di produzione. Ma la mancanza d’informazioni sull’origine del prodotto, fatta eccezione per il latte fresco ed i formaggi DOP, consente d’importare latte dall’estero e trasformarlo in prodotto «italiano», rendendo indistinta oltre il 40% della produzione nazionale. Venerdì, insieme agli allevatori provenienti dalle altre regioni, centinaia di molisani testimonieranno a cittadini, politici ed opinione pubblica il valore della loro opera.

venerdì 30 gennaio 2015

IL PIANO INDUSTRIALE DI POSTE CHIUDE I BATTENTI DEGLI UFFICI IN ALCUNI COMUNI DEL MOLISE

Campobasso, 30 gennaio 2015

La logica del solo contenimento dei costi, ancora una volta, penalizza i lavoratori e i livelli occupazionali, già molto precari in Molise oltre che creare ulteriore disagio ai cittadini dei comuni delle aree interne.

In particolare, il piano come già ha riferito da Antonio D’Alessandro, il Segretario della SLP CISL - parla della chiusura dell’Ufficio Postale di Monteverde di Bojano e la razionalizzazione (apertura a giorni alterni) degli Uffici Postali di Campomarino Lido, Campochiaro, Casalciprano, Cercepiccola, Larino succ. 1, Monacilioni, Morrone nel Sannio, San Giovanni in Galdo, Montelongo, Trivento Centro, Macchia Val Fortore, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Castelpetroso e Castel Romano e San Pietro Avellana. Inoltre, ci saranno altre aperture a singhiozzo negli Uffici Postali di Sant’Angelo Limosano, Acquaviva D’Isernia e Roccasicura.
Come CISL Molise in perfetta linea con la federazione de lavoratori postali, esprimiamo con fermezza la nostra contrarietà ad un piano che non mostra nessuna attenzione alle condizioni del lavoro, anzi aggrava la situazione, nessuna attenzione al territorio e soprattutto non tiene conto dei disagi che si arrecano a coloro i quali vivono in quelle realtà.
La logica ragionieristica e il solo interesse al mercato si scontrano con la vocazione sociale degli uffici postali, da sempre motivo di vanto di Poste Italiane.
Riteniamo necessario che si agisca con un equilibrio maggiore offrendo ai cittadini anche servizi con caratteristiche diverse da quelli tradizionali (esempio poter diventare lo sportello della pubblica amministrazione con una vera rivoluzione digitale).
L’appello alle istituzioni locali e alla politica tutta, è di intervenire subito, per evitare che anche questo presidio importante per la vita sociale nei piccoli comuni venga meno, creando ulteriori disagi agli abitanti dei piccoli comuni delle aree interne, e in maniera particolare alle persone anziane.

giovedì 15 gennaio 2015

“IL RICONOSCIMENTO DELL’AREA DI CRISI È L’OCCASIONE PER FAR RIPARTIRE QUESTA REGIONE.”

Campobasso, 15 gennaio 2015

NOTA di TECLA BOCCARDO


Accogliamo con soddisfazione e partecipazione l’approvazione unanime della risoluzione che impegna il Governo ad intervenire sulla situazione di crisi del Molise. Come comunicato dai due parlamentari molisani Leva e Vennitelli, ai quali va riconosciuto grande impegno sulla questione, il viceministro allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti ha assunto l’impegno ad attivare diversi strumenti per mettere in campo risorse finanziarie ed interventi per la reindustrializzazione del distretto Boiano-Venafro, riconoscendone l’area di crisi.
Come Organizzazione Sindacale, vediamo riconosciuto il grande lavoro svolto lo scorso anno, attraverso incontri, dibattiti e tavoli con vari organismi e soggetti interessati al tema, che culminò con la sottoscrizione congiunta del documento “Il Molise riparte dal Lavoro” che ci vedeva assieme agli altri Sindacati, alla Regione Molise, alle Amministrazioni locali ed agli Enti economici e di sviluppo, puntare a questo difficile obiettivo.
Dopo la firma del documento congiunto, poi, fondamentale è stato il lavoro svolto dalla X Commissione Permanente della Camera, dove illustrammo le diverse vertenze aperte in Molise e sottolineammo la forte necessità di ricevere concreto sostegno per ridare slancio al territorio, senza distrarre risorse attraverso iniziative estemporanee e prive di un quadro complessivo ben strutturato.
Naturalmente, quella di oggi non è la soluzione ai problemi di questa Regione, ma siamo convinti che questo riconoscimento rappresenti un gran passo in avanti e noi, come sempre, non mancheremo nell’offrire il nostro contributo in futuro.
Questa buona notizia, poi, giunge nei giorni in cui si sta lavorando alla ripresa del polo avicolo e della Gam, dunque offre un supplemento di fiducia al lavoro che si sta facendo su quella specifica vertenza.
Alla luce di questo, le difficoltà del Molise d’ora in poi, saranno valutate dal Governo in modo diverso e diretto attraverso degli accordi di programma che il percorso istituzionale, già in fase di avvio, dovrà approntare.
Il momento resta difficilissimo e la nostra attenzione sarà sempre massima, ma ci sentiamo di affermare con un pizzico di ottimismo che sembra di vedere la luce in fondo al quel tunnel che ci avvolge ormai da anni.



venerdì 9 gennaio 2015

MAURO NATALE: “CON IL PIANO DELLE INFRASTRUTTURE SI PUÒ COMINCIARE AD INTRAVEDERE L’USCITA DALLA CRISI”

Campobasso, 9 gennaio 2015  

Il Presidente di Confindustria Molise Mauro Natale commenta il recupero e la riprogrammazione delle risorse Fsc 2007-2013, illustrati ieri dal Presidente Frattura e dall’Assessore Nagni nel corso di una conferenza stampa.


Mauro Natale
(foto Luigi Calabrese)
“L’aver appreso che il Molise potrà contare su 140 milioni di euro per migliorare il quadro infrastrutturale della regione mi rende positivo e fiducioso sulla possibilità che si esca dalla crisi”. 
“Sono certo che queste risorse, destinate - come evidenziato nel corso della conferenza stampa di ieri - alle opere incompiute e al potenziamento della rete ferrata, tra elettrificazione e metropolitana leggera, saranno linfa vitale per le aziende dell’edilizia, le più provate dalla crisi di questi anni. 
Finalmente una buona notizia, alla quale si lega una scelta che oggi reputo necessaria per il Molise: la riprogrammazione, che viene sollecitata al Governo nazionale, delle risorse destinate al primo lotto dell’autostrada Termoli - San Vittore. Sul tema, che più volte ha coinvolto i nostri vertici associativi, ritengo sia arrivato il momento di accettare e condividere l’ipotesi messa in campo dalla Regione Molise di un cambio di destinazione delle risorse, non essendo plausibile che l’autostrada così concepita si realizzi. Meglio, allora, porsi un’alternativa, più alla portata e dunque fattibile.
Confindustria Molise, che con la mia Presidenza ha condiviso il riassetto del bilancio regionale come fase propedeutica al rilancio e alla programmazione delle risorse, non in un’ottica assistenzialistica, ma rispettosa dei principi comunitari nutre aspettative importanti perché il sistema  economico regionale possa iniziare la ripresa nel 2015. Ribadiamo, tuttavia, senza esitazioni, la necessità di continuare a curare i conti pubblici, senza perdere di vista l’obiettivo comune che noi, come la maggior parte dei molisani vuole raggiungere: cancellare definitivamente un sistema malato e crearne un altro. Il che significa essere fermi su scelte sostanziali fatte all’inizio di questa legislatura: riassetto del bilancio regionale e superamento di un sistema di aziende partecipate con i conti in rosso che hanno portato nel baratro Molise”.

venerdì 28 novembre 2014

NATALE: “RIMANERE UNITI CONTRO LA CRISI È L’UNICO MODO PER USCIRNE”

Campobasso, 28 novembre 2014
X Commissione presieduta da Guglielmo Epifani
Il Presidente di Confindustria Molise Mauro Natale:
“Il Molise ha offerto una bella dimostrazione di sistema unito” 
A Montecitorio, i segretari regionali di CGIL, CISL e UIL, il Governatore Paolo Frattura, l’assessore Michele Petraroia e l’On Danilo Leva.

Mauro Natale
(foto G.Calabrese)
“Era l’unico modo - ha proseguito Natale - per rafforzare l’esigenza di ottenere il riconoscimento dell’area di crisi anche nella nostra regione, viste le difficoltà che questo strumento ha di essere applicato ad una situazione di crisi come quella nostra. L’articolo 27 della legge 134 del 2012 mi sembra chiaro e il Molise, carte alla mano e con i numeri della sua crisi industriale, a mio modo di vedere rischia di non essere considerato tra quei casi a cui può essere riconosciuta l’area di crisi. Oggi occorre, da parte di tutti, rafforzare l’azione politica per evitare che la logica ragionieristica dei funzionari del Governo non consideri adeguati i numeri della nostra crisi. 
La centralità del problema molisano - sottolinea Natale - sta proprio nella legge citata e cioè nel fatto che qui da noi non c’è una “crisi industriale complessa”, così come la individua la norma. In realtà - come sto ripetendo da tempo - la crisi che abbiamo in Molise è stata determinata dal processo di spending review messo in atto dal governatore Frattura, in linea con l’azione politica del governo Renzi. Un’azione politica supportata dai numeri (ci ricordiamo il dossier Cottarelli?), che ha coinvolto una moltitudine di imprese partecipate con i conti drammaticamente in rosso.
Questo è un fatto, un dato reale, e non una cattiveria!
Mettere mano alla revisione della spesa pubblica ha significato anche questo.
Ciò ha comportato l’inoccupazione di un gran numero di lavoratori e, di conseguenza, un’emergenza sociale mai riscontrata prima in Molise.
Se, per ipotesi, si facesse marcia indietro e si tornasse ad un modello assistenzialistico vecchia maniera, tutta la crisi occupazionale di cui tanto si parla verrebbe meno.
Resterebbe in crisi - in barba alle regole del libero mercato e della concorrenza -  il tessuto produttivo molisano “sano”, quello che vive di suo, un tessuto produttivo fatto di una miriade di piccole e piccolissime aziende di ogni settore che sconta la crisi economica in atto dal  2008, aggravata in Molise da un livello di tassazione che negli anni è cresciuto in modo assurdo!
E’ questo fattore ciò che veramente penalizza le nostre imprese e non l’azione di spending review con la quale sono venute meno le risorse alle aziende partecipate. E - ricordiamocelo - la tassazione regionale è la diretta conseguenza non solo del debito sanitario che abbiamo accumulato negli anni, ma anche delle risorse pubbliche impegnate negli anni per finanziare queste partecipazioni. 
Ora, in un momento di grandissima difficoltà quale quello che viviamo, dobbiamo continuare a far fronte comune sull’area di crisi, come abbiamo fatto ieri a Roma ottenendo il plauso del Presidente Epifani, ma sappiamo bene che il Governo Renzi non sta facendo sconti a nessuno e che dunque potrebbe difficilmente concedere deroghe alla legge sull’area di crisi.
Da qui la nostra proposta alternativa o, che dir si voglia, di salvataggio: chiediamo, tutti insieme, al Governo nazionale INTERVENTI COMPENSATIVI di altro genere, che possano servire ad attenuare l’impatto negativo in termini di posti di lavoro prodotto soprattutto dalla dismissione delle imprese partecipate. Chiediamo, tutti insieme, al Governo intervenire a favore delle regioni definite “in transizione” (come il Molise), per consentire alla Regione di abbattere la tassazione sulle imprese e migliorare il contesto competitivo nel quale queste operano (infrastrutture in primis). Se diminuisce la tassazione locale sulle imprese - come da anni stiamo dicendo - si creano migliori condizioni per operare e per ricostituire un tessuto industriale fatto di imprese che crescono e che assumono. L’alternativa al modello di impresa assistita è questa e su questa intendiamo spingere il partenariato a lavorare, sapendo che indietro non si torna più”.


sabato 22 novembre 2014

TECLA BOCCARDO: “CON CARMELO BARBAGALLO UNA UIL VIVA E DETERMINATA”

Campobasso, sabato 22 novembre 2014

L'elezione alla Segreteria Generale della Uil di Carmelo Barbagallo rappresenta un momento fondamentale per la vita della nostra Organizzazione, in special modo ricadendo essa in una fase delicata e incerta che sta attraversando il nostro Paese. Una crisi economica e sociale lunga 7 anni, a cui non si riesce ancora a porre rimedio e sulla quale la politica si confronta, si scontra ma non risolve.
Dunque, il nostro nuovo Segretario si accinge a raccogliere la difficile eredità di Luigi Angeletti, che ringrazio a nome di tutti gli iscritti Uil del Molise, in una fase innegabilmente complessa in cui i cittadini chiedono cambiamenti alla politica, alla società ed al sindacato stesso.
Strutture moderne, efficienti, parsimoniose ma sempre pronte a difendere i dritti dei lavoratori. Questa è la Uil che chiedono i nostri compagni, questa è la Uil che ci regalerà certamente Carmelo Barbagallo il quale, attraverso la sua abilità, il suo pragmatismo e la sua caparbietà raggiungerà obiettivi importanti.
Un compagno, Barbagallo, che vanta un'esperienza ed una militanza sindacale straordinaria e che lo ha visto vivere ed attraversare i momenti più difficili della rappresentanza e della lotta a favore dei lavoratori negli ultimi decenni, nei territori più complessi e colpiti dalle differenti crisi industriali della storia recente.
Un uomo, prima che un sindacalista, che ha fatto della battaglia a favore della giustizia sociale e dell'assistenza ai più deboli la sua bandiera, partendo dai piccoli territori e dalla realtà più remote e disagiate, fino a lavorare sui temi di interesse nazionale ed europeo, all'interno dei differenti ruoli ricoperti nella sua brillante carriera al servizio del sindacato.
Allora, tanti auguri di buon lavoro a Barbagallo, il quale ha spesso dimostrato di essere amico del Molise venendo a trovarci nella nostra Regione ad ogni occasione a cui è stato invitato, quale Segretario Generale Organizzativo, ruolo che ha coperto magistralmente negli ultimi anni, coadiuvato da Mauro Sasso, altra personalità di indubbia valenza e legato particolarmente al nostro territorio.
La Segreteria Regionale della Uil Molise, dunque, accoglie con gioia l'elezione di Carmelo al vertice del nostro Sindacato, certa che egli saprà raggiungere considerevoli traguardi in termini di crescita e sviluppo, con l'auspicio che sappia donare ai piccoli territori l'attenzione, le risorse e il sostegno di cui oggi hanno bisogno.

giovedì 16 ottobre 2014

COLDIRETTI: LE IMPRENDITRICI MOLISANE GUARDANO AL FUTURO

Campobasso, 16 ottobre 2014

I 60 ANNI DI DONNE IMPRESA

Il coordinamento regionale di Donne Impresa di Coldiretti Molise, nel celebrare i 60 anni di costituzione del Movimento delle imprenditrici agricole della più grande organizzazione agricola italiana, lo ha fatto in un’ottica completamente proiettata verso il futuro.
Il Molise è la regione con la più alta percentuale, nei diversi settori, di titolari di imprese donne, il 29% rispetto al 23% in Italia; in agricoltura le imprenditrici agricole sono circa 4.200 e rappresentano addirittura oltre il 40% del totale regionale dei titolari di azienda agricola, mentre a livello nazionale le aziende agricole in rosa sono il 28,9 per cento del totale.
L’importanza delle imprese agricole, in particolare di quelle a conduzione femminile, per lo sviluppo socioeconomico del Molise, è stata evidenziata dalla responsabile di Donne Impresa di Coldiretti Molise, Mena Aloia, che ha sottolineato come la sostenibilità produttiva ed economica delle imprese agricole sia sempre coniugata con la sostenibilità sociale, benessere delle persone, e con la sostenibilità territoriale ed ambientale, attraverso la tutela della qualità e riproducibilità delle risorse naturali del Molise.
Il presidente vicario della Coldiretti provinciale di Campobasso, Tommaso Giagnacovo, si è soffermato sulla propensione, in particolare dei giovani, di ammodernare le imprese agricole, salvaguardando la genuinità delle produzioni tipiche molisane, che è la sfida continua alla quale sono chiamate le aziende agricole.
Come è stato evidenziato da Giovanni Monaco, presidente vicario della Coldiretti Molise, il ruolo della donna imprenditrice agricola ha enfatizzato la multifunzionalità dell’azienda agricola, come testimoniato dalle imprenditrici presenti, impegnate in agriturismo, agricoltura sociale ed altre attività connesse.
Sulla forte spinta all’innovazione, nel rispetto delle tipicità delle coltivazioni, contenuta nel Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 della regione Molise, si è soffermato il Direttore della Coldiretti Molise, Roberto Scano.
Le imprenditrici agricole presenti hanno ribadito la propria convinzione che sulla capacità di coniugare la sfida nel mercato con il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura si gioca non solo il futuro delle tante migliaia di aziende agricole molisane, ma il futuro stesso della regione Molise, che, altamente rurale, può avere un adeguato sviluppo economico solo con la caratterizzazione dell’offerta agroindustriale attraverso la tipicità delle produzioni agricole locali, in sinergia con gli altri comparti del commercio, dell’artigianato e del turismo. 

venerdì 10 ottobre 2014

L'ANCE MOLISE SI APRE ALL'EUROPA

Campobasso 10 ottobre 2014


Si è svolto, organizzato dall'Ance Molise, l'Associazione dei costruttori edili molisani che fa capo a Confindustria, un seminario sui finanziamenti diretti alle imprese di costruzione nell'ambito dei nuovo fondi strutturali.
La Comunità Europea, attraverso la programmazione 2014-2020, offre chances nuove e più efficaci per il mondo imprenditoriale e per l'economia del territorio, e costituisce l'occasione per interfacciare positivamente anche la realtà del settore edilizio.
Uno scenario riformato che prevede agevolazioni per l'accesso ai finanziamenti, semplificazione dell'iter burocratico e tempi più rapidi per l'erogazione dei fondi.
All'incontro è intervenuto in qualità di relatore l'Ing. Romain BOCOGNANI, dell'Ance nazionale, collaboratore de “Il Sole 24 Ore”.
“Il tema dei finanziamenti comunitari – ha detto il Presidente dell'Ance Molise, Umberto ULIANO -  è di grande importanza per le imprese edili molisane che, soprattutto in un momento di grave crisi come quello attuale, devono conoscere tutti gli strumenti utili ed intercettare nella maniera più efficace i fondi europei. E', dunque, fondamentale capirne il funzionamento e “le regole del gioco”. La giornata di studio ha come obiettivo quello di favorire la conoscenza dei finanziamenti direttamente erogati dalla Commissione europea, la loro diffusione, il loro utilizzo e le concrete possibilità di accesso. Un fronte, quello dei fondi tematici, sul quale il nostro Paese e la nostra regione potrebbe fare molto di più, attraverso una maggiore informazione e una strategia di sistema”.
L'incontro è stato pensato per promuovere un approccio migliore in questo campo e fornire informazioni mirate affinché l'Europa non venga percepita come una generica entità astratta ma come una terra creatrice di opportunità, prosperità e talento, capace di migliorare la vita dei suoi cittadini sul piano dei diritti, dei prodotti, dei servizi.
Uliano ha, infine, precisato che l'iniziativa si inquadra nel contesto degli approfondimenti e dei momenti di confronto che vedono protagoniste le imprese edili molisane sulle tematiche di maggiore richiamo del comparto delle costruzioni in Molise. 

API MOLISE: PREOCCUPAZIONE PER L’AREA PIP DI PIETRACATELLA

Campobasso, 10 ottobre 2014

URGONO INTERVENTI  DI RIQUALIFICAZIONE

L’API Molise (Associazione della Piccola e media Industria) esprime viva preoccupazione in merito alle segnalazioni pervenute dalle aziende dell’Area PIP di Petracatella che nei giorni scorsi hanno inoltrato una nota al Presidente della Giunta Regionale del Molise ed a tutte le Autorità Regionali, ivi compreso il Prefetto di Campobasso, nonché ai sindacati ed alle Associazioni imprenditoriali di appartenenza, con la quale hanno denunciato lo stato di degrado e di abbandono in cui versa l’area.
La nota delle aziende ubicate nell’area, evidenzia come  ci sia assoluta inefficienza della pubblica illuminazione, carenza della rete fognaria ed assenza di un idoneo sistema di scolo delle acque piovane, degrado del manto di asfalto, incuria del verde con presenza di erbacce, mancanza di acqua nel periodo estivo e lamenta il rischio di esondazione del fiume Tappino che scorre nei paraggi.
L’API Molise, nel prendere atto della lettera pervenuta lo scorso 3 ottobre, rivolge un accorato appello alle varie Autorità acciocché si facciano carico di quanto evidenziato dalle aziende, ritenendo che l’area PIP di Pietracatella non sia da meno rispetto ad altre aree industriali ed artigianali della Regione e che la stessa avrebbe potuto attrarre numerose attività artigianali vista anche la sua posizione strategica perché quasi al confine con ben due Regioni (Puglia e Campania).
Siamo seriamente  allertati per quanto segnalato dalle aziende – spiega la Presidente Matilde Iosueperché l’area PIP di Pietracatella nata con forti ambizioni di sviluppo, è ancora priva delle condizioni minime essenziali, necessarie per promuoverne le potenzialità e stenta a decollare a causa di tanti problemi che ostacolano l’attrazione degli insediamenti produttivi”.

venerdì 3 ottobre 2014

NATALE: SPORTELLO EUROPA, “COERENZA” PER LA PROGRAMMAZIONE DELLO SVILUPPO DEL MOLISE

Campobasso, venerdì 3 ottobre 2014

Anche in Molise è stato aperto lo “Sportello Europa” per consentire alle imprese molisane di accedere direttamente ai finanziamenti banditi dalla Commissione europea (in primis i progetti Horizon 2020) avvelendosi dei servizi resi dall’APRE, l’agenzia per la promozione della ricerca europea. 
Il Presidente di Confindustria Molise Mauro Natale ha partecipato stamane all’evento di presentazione dello Sportello, credendo fortemente nell’opportunità di utilizzare la leva della ricerca e dell’innovazione per rilanciare anche in Molise il settore delle imprese.  
Sono convinto - afferma il Presidente Natale - che questi incontri rappresentano un’occasione importante per rilanciare la competitività dell’impresa molisana sul piano dell’innovazione, ma allo stesso tempo mi restano forti dubbi sull’esigenza di far rilevare oggi questa opportunità. 
Come dicevo ieri in una nota inviata alla stampa, il sistema industriale molisano fatica sempre di più a trovare la ragion d’essere in questa regione, ossia un motivo per restare e continuare ad operare in questo territorio che si vuole immaginare come una sorta di isola ecologica, vocata allo sviluppo turistico del territorio, impegnata nella promozione e nella tutela del paesaggio e delle tradizioni. 
In altre parti d’Italia e d’Europa si è compreso negli ultimi anni che ci può essere un legame tra attività produttive, energie rinnovabili, turismo e agricoltura per poter creare un’economia sostenibile. 
In Molise, invece, ci si mobilita comunque contro, anche contro lo sfruttamento di una risorse come le biomasse che rappresenta un capitolo importante nello sviluppo delle fonti rinnovabili, della green economy, in Europa. 
Ancora una volta - conclude Natale - devo fare appello alla coerenza che tutti dovremmo mantenere nei nostri comportamenti. 
Amministratori e cittadini che difendono aziende industriali in crisi o che chiedono il riconoscimento dell’area di crisi per il rilancio dell’industrializzazione della regione, come possono in contemporanea scendere in piazza contro ampliamenti di impianti industriali o la costruzione della centrale a biomasse? 
E inoltre: quando ci si indigna perché in Molise stanno chiudendo le imprese, si omette di dire che si tratta per la maggior parte dei casi di imprese “assistite”  dalla Regione, notoriamente bacino di occupazione clientelare e diseconomiche per la collettività, trattandosi di imprese con i conti in rosso gestite con i soldi pubblici. 
E allora, ribadendo il nostro apprezzamento all’impegno del consigliere Cotugno per lo sviluppo delle attività d’impresa, a alla luce di quanto cittadini e politici di estrazione diversa stanno comunicando al sistema delle imrpese, sorge spontanea la domanda: perché promuovere l’innovazione delle imprese, se poi si fa di tutto per evitare che ne nascano delle nuove e si consolidino quelle vecchie?”