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sabato 27 giugno 2026

“DENTRO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE: STRUMENTI, APPLICAZIONI E SCENARI DI UNA RIVOLUZIONE IN CORSO”

 Campobasso, 26 giugno 2026

All'Università degli Studi del Molise un seminario promosso dalla Federazione Regionale dei Maestri del Lavoro del Molise per riflettere sulle opportunità e sulle sfide dell'Intelligenza Artificiale.

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Si è svolto presso l'Università degli Studi del Molise il seminario "Dentro l'Intelligenza Artificiale: strumenti, applicazioni e scenari di una rivoluzione in corso", promosso dalla Federazione Regionale dei Maestri del Lavoro del Molise, con l'obiettivo di approfondire uno dei temi più strategici e attuali del nostro tempo: l'Intelligenza Artificiale, tecnologia destinata a trasformare profondamente il mondo del lavoro, la ricerca, l'economia e la vita quotidiana.

Ad aprire i lavori è stato il Console Regionale dei Maestri del Lavoro del Molise, Antonio Albiniano, che ha rivolto un sentito ringraziamento al Magnifico Rettore dell'Università degli Studi del Molise, Giuseppe Peter Vanoli, per l'ospitalità, al professor Rocco Oliveto, relatore del seminario, e alla Console Emerita Pina Petta, moderatrice dell'incontro.

Nel suo intervento introduttivo, Albiniano ha posto al centro della riflessione il rapporto tra innovazione tecnologica e fattore umano. Ha ricordato come la generazione dei Maestri del Lavoro abbia attraversato tutte le principali rivoluzioni tecnologiche degli ultimi decenni, sottolineando tuttavia che l'Intelligenza Artificiale rappresenta una sfida senza precedenti per rapidità di sviluppo e portata dei suoi effetti sulla società.

Il Console ha richiamato l'attenzione sui principali rischi connessi all'uso dell'IA, dalla diffusione della disinformazione e delle frodi digitali ai possibili impatti sull'occupazione e sui consumi energetici. Al tempo stesso ha espresso fiducia nella capacità dell'innovazione di generare nuove opportunità professionali, come già avvenuto nelle precedenti rivoluzioni industriali.

Particolare rilievo è stato attribuito agli aspetti etici dell'Intelligenza Artificiale. Albiniano ha ribadito che la tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio dell'uomo, senza sostituirne il giudizio, la responsabilità e la creatività. Ha inoltre evidenziato il valore insostituibile del pensiero critico, dell'esperienza e della sensibilità umana, qualità che nessun algoritmo potrà replicare.

Un concetto condiviso anche attraverso il richiamo al mondo dello sport, dove, pur riconoscendo il contributo dell'Intelligenza Artificiale nell'analisi dei dati e nella prevenzione degli infortuni, continuano a fare la differenza il coraggio, la determinazione, la passione e i valori dell'atleta.

Relatore del seminario è stato il professor Rocco Oliveto, docente dell'Università degli Studi del Molise e studioso di riconosciuta competenza nel settore, che ha illustrato ai partecipanti le principali applicazioni dell'Intelligenza Artificiale, analizzandone strumenti, potenzialità e prospettive future. Nel corso dell'intervento sono stati approfonditi gli scenari evolutivi della tecnologia e i suoi effetti sui processi produttivi, sui servizi, sulla formazione e sulle professioni, evidenziando sia le opportunità sia le sfide che attendono imprese, istituzioni e cittadini.

L'incontro ha rappresentato un'importante occasione di approfondimento e confronto, confermando la volontà della Federazione Regionale dei Maestri del Lavoro del Molise di promuovere una cultura dell'innovazione fondata sulla consapevolezza, sulla responsabilità e sulla tutela della dignità della persona e del lavoro.

I lavori si sono conclusi con il ringraziamento rivolto ai relatori, ai partecipanti, ai collaboratori e al Maestro Gino Calabrese per l'impegno profuso nell'organizzazione e nella promozione dell'iniziativa.



martedì 3 febbraio 2026

LAPIDE IN RICORDO DEL VICE BRIGADIERE DEL CORPO DELLE GUARDIE DI PUBBLICA SICUREZZA NICOLA MIGNOGNA


 Campobasso, 2 febbreio 2026

Inaugurata la lapide in ricordo del Vice Brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Nicola Mignogna, apposta, per volontà del Comune di Campobasso e della Polizia di Stato




             
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Il 2 febbraio 2026 ricorre il 59° anniversario della morte del Vice Brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Nicola Mignogna e per l’occasione in via Monsignor Bologna  n. 15 è stata inaugurata la lapide in suo ricordo, ivi apposta, per volontà del Comune di Campobasso e della Polizia di Stato, sullo stabile che fu caserma dei Vigili del Fuoco, oggi di proprietà comunale e  sede del GAL, nei pressi del luogo ove il Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza  Nicola Mignogna, il Brigadiere di Pubblica Sicurezza Giovanni Paduano e la Guardia di Pubblica Sicurezza Ignazio Cammisano, alle tre di notte del 2 febbraio 1967, furono feriti dai colpi di pistola esplosi dal  pericolosissimo pregiudicato Paolo Caso.

Il Brigadiere Giovanni Paduano, colpito al gomito, e la Guardia Ignazio Cammisano, colpito allo zigomo, sopravvissero. Mignogna, sebbene colpito all’addome, trovò la forza e la determinazione di mettersi alla guida dell’autovettura di servizio per soccorrere e portare i colleghi in ospedale ma, proprio nel luogo ove è stata apposta la lapide, fu sopraffatto dalla emorragia interna, perse i sensi e si accasciò sul volante della FIAT 1100.

Erano tre poliziotti della Squadra Mobile e quella notte del 2 febbraio 1967 erano in servizio di pattuglia automontata. Transitando per via Monsignor Bologna riconobbero Paolo Caso che si aggirava in modo sospetto tra le autovetture. Lo conoscevano, ad ottobre del 1966 lo avevano arrestato perché doveva espiare una condanna a tre anni di reclusione per reati commessi a Roma, pochi giorni dopo l’arresto era stato scarcerato in applicazione di amnistia e indulto e il Questore dell’epoca emise un foglio di via obbligatorio che gli vietava il ritorno a Campobasso. Quando lo riconobbero sapevano che dovevano fermarlo. Paolo Caso per sottrarsi all’arresto estrasse una pistola con la quale minacciò i poliziotti, i quali, sebbene le condizioni lo avrebbero consentito, non fecero fuoco. Mignogna in particolare riuscì con un mossa rapidissima a disarmare il malvivente che si rifugiò nel vicino cantiere in costruzione. I tre poliziotti lo inseguirono, sentendosi sicuri per averlo disarmato. A questo punto Paolo Caso, approfittando del fatto di trovarsi in una zona oscura mentre i suoi inseguitori erano sotto la luce di un lampione, estrasse una seconda pistola e fece fuoco colpendo i tre polizotti.

A terra furono ritrovate le due pistole, i bossoli, la borsa con alcuni strumenti da effrazione, le tracce di sangue.

Nicola Mignogna, era nato a Riccia (CB) nel 1924, aveva 42 anni, era sposato ed era padre di quattro figliole, la più piccola delle quali all’epoca aveva 4 anni.

La sua morte e il suo eroismo suscitò in tutta la Nazione un moto di commozione di eccezionale intensità. Privati e enti di varia natura vollero mostrare concreta vicinanza alla famiglia con offerte. Il settimanale EPOCA e il quotidiano IL TEMPO promossero una sottoscrizione per la raccolta di fondi per la sua famiglia. Il liceo Giulio Cesare di Roma si adoperò per una colletta. L’ospedale Vietri di Larino volle intitolare una sala del reparto di chirurgia della sua struttura all’eroico poliziotto. L’anno successivo fu dedicata a Nicola Mignogna la Scuola Allievi Agenti di Caserta. 

Paolo Caso fu arrestato dopo 40 giorni ad Ancona, in una situazione similare. Alle due di notte venne sorpreso da quattro cittadini mentre cercava di rubare un’autovettura, i quali lo fermarono per portarlo in Questura. Dapprima finse di collaborare, poi all’interno dell’autovettura riuscì ad estrarre una pistola con la quale fece fuoco contro i coraggiosi malcapitati, che intrapresero con lui una lotta furibonda per bloccargli la mano con la quale cercava di brandire l’arma. Lo scontro durò oltre dieci minuti, alla fine riuscirono ad immobilizzarlo sino all’arrivo della polizia e due di loro rimasero feriti, non mortalmente, dai colpi che il pregiudicato esplose.

Paolo Caso fu condannato all’ergastolo e le indagini che seguirono portarono a denunciarlo anche per l’omicidio a scopo di rapina commesso a Campobasso della tabaccaia di Viale Elena avvenuto nel 1961, nonché dell’omicidio di due donne in Francia nel 1958. 

Durante la detenzione tentò l’evasione e nel 1987 gli fu concesso un permesso premio che sfruttò per darsi alla latitanza. Nel novembre del 1990, presso la stazione ferroviaria di Genova, due poliziotti della Polizia Ferroviaria durante un controllo riuscirono a bloccarlo e lo trovarono in possesso di armi. Tornò così definitivamente detenuto.

Il sacrificio di chi è caduto così eroicamente per difendere la sicurezza della collettività merita il tributo e la deferenza anche delle generazioni successive, che hanno l’onore e il dovere di raccogliere esempi così fulgidi e perpetuarne la memoria.

Proprio per rimarcare il legame nei valori e nello spirito di servizio che di generazione in generazione unisce i poliziotti, durante la cerimonia di scopertura della lapide la corona verrà deposta dal poliziotto più giovane della Questura di Campobasso insieme ad un collega in quiescenza e ultranovantenne, in servizio all’epoca dei fatti.   

Le foto in calce ritraggono i luoghi ove si svolsero i fatti, oltre alla formella dedicata a Nicola Mignogna nel Sacrario della Polizia di Stato a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia.















martedì 14 ottobre 2025

PEREGO (DIFESA) - CORDOGLIO PER SCOMPARSA PERSONALE MILITARE

 Casmpobasso, 14 ottobre 2025

Profondo cordoglio e sentita vicinanza ai familiari. 


 "Profondo cordoglio e sentita vicinanza ai familiari e agli affetti del Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, del Brigadiere Capo Qualifica Speciale Valerio Daprà e del Carabiniere Scelto Davide Bernardello, tragicamente caduti nell’adempimento del proprio dovere durante un’operazione di sgombero.”così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Matteo Perego di Cremnago, appresa la tragica notizia.

“Le mie condoglianze” prosegue il Sottosegretario “anche a tutta l’Arma dei Carabinieri e al suo Comandante Generale, Generale C.A. Salvatore Luongo, per questa dolorosa perdita. Sentita vicinanza anche a tutto il personale dei Carabinieri, agli agenti delle forze dell'ordine e ai Vigili del Fuoco rimasti feriti durante l’operazione ai quali auguro pronta guarigione




mercoledì 17 settembre 2025

LA MOLISANA MAGNOLIA, MIMMO SABATELLI CENTRA L’OSCAR LBF COME MIGLIOR COACH

 Campobasso, 17 settembre 2025


Riconoscimento legato all’ultima stagione anche per l’ex #fioredacciaio Pallas Kunaiyi quale miglior straniera del torneo.
L’entusiasmo del tecnico rossoblù: «Gran bella soddisfazione: un premio che condivido con lo staff ed il club»




And the Oscar goes to... Non sarà stato il contesto di Hollywood, ma La Molisana Magnolia Campobasso ha vissuto un martedì da grande protagonista con un doppio premio in quella che sarà la serata degli Oscar LBF 2025, l’evento della Lega Basket Femminile che si svolgerà all’interno dell’Opening Day del 4 e 5 ottobre a Brescia con l’evento previsto alla sera del sabato, dalle 21, presso il teatro Borsoni nel novero di un evento che celebrerà il meglio dell’ultimo torneo, premiando le eccellenze dell’ultima stagione con la novità di un premio, riservato all’attività di allenatore a 360 gradi, intitolato alla memoria di Giustino Altobelli, assistant coach del team campobassano nell’ultima stagione.

DOPPIO TROFEO Nello specifico, il club della presidente Antonella Palmieri ha visto tributare al proprio coach Mimmo Sabatelli il riconoscimento di miglior allenatore dell’A1 perché i risultati ‘frutto di un progetto pluriennale’ sono legati alla sua figura che ‘va oltre quella del coach: uomo ovunque per la società molisana, sempre al lavoro per progredire e battagliare alla pari con ogni formazione in A1 e in Europa’, è indicato nella motivazione laddove viene ripercorso il cammino tra EuroCup, campionato e Coppa Italia con un segreto ben definito quello di ‘un gruppo forte, ben assortito e con la grinta necessaria trasmessa dal proprio coach, dalla sua grande energia e fame di successi’.

Ulteriore riconoscimento è quello per la pivot nigeriana, ora al Derthona, Pallas Kunaiyi perno del gruppo rossoblù nell’ultimo torneo dov’è stata ‘decima miglior realizzatrice, col il 58% da due e 22.4 di valutazione’.

AMPIA SODDISFAZIONE Ovviamente felice, il coach delle campobassane Mimmo Sabatelli. «È una gran bella soddisfazione – argomenta – e ringrazio la Lega Basket Femminile che mi ha conferito questo riconoscimento. Riuscire ad ottenere questo risultato è davvero bello, ma è un merito che mi sento di condividere con il mio staff, la società e le ragazze, nonché con tutti quelli che lavorano con questo club perché i risultati sono sempre il frutto di un lavoro collettivo».

Entusiasmo, peraltro, è emerso anche per la designazione della pivot Kunaiyi. «Questo risultato è un premio del lavoro fatto con lei e con le altre giocatrici. Ci siamo allenati con grande sostanza e questo risultato è un qualcosa di storico, che ci dà ulteriore forza e voglia».

Già, perché – per Sabatelli – simili premi sono solo lo ieri, mentre lo sguardo è rivolto verso il domani. «Sarà una stagione intricata e lavoreremo per far bene con un gruppo con diverse novità, ma voglia e stimoli non mancano».

Poi il coach rossoblù dedica il riconoscimento «alle persone che mi sono vicino e mi aiutano nelle difficoltà. Un pensiero particolare va a Giustino Altobelli».

BIS AL QUIRINALE La terza settimana di settembre, per le magnolie, si era aperta lunedì pomeriggio con la presenza del capitano Stefania Trimboli e della lunga Sara Madera con le azzurre dell’Italbasket rosa, guidate dal coach venafrano Andrea Capobianco, al Quirinale nella visita al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, occasione di profondo orgoglio personale, ma anche di tutto il club.

mercoledì 7 agosto 2024

“GIORNATA DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO”

 Campobasso, 7 agosto 2024

Istituita nel 2001 dal Presidente della Repubblica, per riconoscere il lavoro e il sacrificio dei tanti connazionali emigrati all’estero.
















Tale commemorazione ricade nel giorno della ricorrenza della tragedia mineraria di Marcinelle in Belgio nel 1956, ove persero la vita nella miniera di Bois du Cazier 262 minatori, tra cui 136 italiani.

262 minatori periti tragicamente nelle miniere della città belga, tra i quali 136 italiani e 7 molisani provenienti dai comuni di Busso, Ferrazzano, Sant’Angelo del Pesco, San Giuliano di Puglia e San Giuliano del Sannio.




L'8 agosto del 2002 è stata celebrata per la prima volta la giornata nazionale del sacrificio e del lavoro italiano nel mondo. Nella stessa data, a Marcinelle, al Bois du Cazier, luogo consacrato alla memoria, è stata collocata una campana molisana, fusa nella Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, su progetto grafico di Giuseppe Ruffo. 
L’iniziativa portata avanti dal Consolato Regionale dei Maestri del Lavoro del Molise, nell’anno 2000, in onore dei caduti ed in ricordo di quel drammatico episodio verificatosi l’8 agosto 1956, che richiamò finalmente l’attenzione sulla salvaguardia dei diritti dei lavoratori.


LA CAMPANA:
 “ Maria Mater Orphanorum” è una campana che da sola parla di sofferenza e di condivisione. La Maria Mater Orphanorum è stata fusa grazie anche alla mobilitazione dei Maestri del Lavoro del molise e dei Presidenti delle Regioni interessate alla vicenda di Marcinelle, delle Camere di Commercio di Campobasso e di Isernia, e dell’I.T.R. di Pettoranello (IS).
L’8 agosto, i rintocchi della campana (262) riuniranno tutti, idealmente e virtualmente, alla ‘Celebration Eucaristique’. per un momento collettivo di preghiera e di riflessione, alle ore 8,10 esatte emette 262 rintocchi, tanti quanti sono i minatori deceduti.