venerdì 9 marzo 2012

ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI Del MOLISE.Falcione scrive ai sindaci molisani.

Campobasso 9 marzo 2012


Falcione ai sindaci molisani.
“Abbassate l’Imu sui nuovi fabbricati invenduti”



In una fase economica recessiva come quella che stiamo vivendo, l’imprenditoria rappresenta un valore da tutelare sia per l’occupazione che comunque continua a garantire, sia per la crescita delle opportunità che offre ai territori in cui opera. Dall’impresa, infatti, può nascere la ripresa del Paese: economica, occupazionale, sociale. Lo dice - a gran voce - Confindustria, ma anche Governo e  sindacati sono d’accordo. Lo ripetiamo noi, in Molise, continuamente, ogni volta che ne abbiamo occasione. Anche a costo di sembrare pedanti.
Provengo dal settore dell’edilizia e so bene quante aziende edili, piccole e non e sparse sul nostro territorio regionale, scontano oggi le difficoltà dell’accesso al credito, della penuria di lavori pubblici e del mancato pagamento delle commesse da parte delle pubbliche amministrazioni.
Si hanno, a mio avviso, tante possibilità per rimuovere qualche ostacolo al fare impresa.
Mi rivolgo oggi alle amministrazioni locali, ai sindaci dei comuni molisani per chiedere loro di alleggerire il peso che grava sulle aziende dell’edilizia, per lo più di piccole dimensioni e a conduzione familiare”.
In che modo?
L’ho scritto in una lettera indirizzata ai sindaci del Molise, nella quale ho chiesto loro una riduzione dell’IMU per le imprese edili.
In base all’articolo 56 del recente decreto sulle liberalizzazioni, infatti, i Comuni possono applicare una aliquota ridotta della nuova imposta sostitutiva dell’ICI, sugli immobili costruiti per la vendita rimasti invenduti nei “magazzini” delle imprese e non utilizzati per gestioni immobiliari”.
 “Tale riduzione – continua Falcione – rappresenterebbe per le imprese edili molisane un importante segnale di attenzione verso un settore così significativo per l’economia regionale. La riduzione dell’IMU sugli immobili invenduti potrebbe rappresentare il primo intervento le amministrazioni locali dovrebbero mettere in campo per sostenere la economia dei propri territori in un momento critico come quello che stiamo attraversando”.

Confindustria, anche a livello regionale, chiede da tempo non più agevolazioni finanziarie per le imprese ma interventi di sistema che incidano sulla competitività territoriale.
La competenza su questi interventi sta proprio in capo alle amministrazioni locali, che possono, con provvedimenti come questo, favorire indirettamente ma efficacemente l’attività d’impresa.
La riduzione dell’IMU sui fabbricati invenduti potrebbe inoltre essere un modo per non incidere in maniera importante sul costo degli immobili nuovi, il cui stock in questa fase di stallo del mercato immobiliare, è piuttosto consistente e pesa moltissimo sui bilanci delle imprese.
A questo proposito va anche precisato che per le imprese edili gli immobili sono il prodotto finito della loro attività.
Come le scarpe per un calzaturificio, la pasta per un pastificio, le auto per la Fiat  e così via.
La tassazione, come per questi, dovrebbe scattare solo al momento della cessione del bene e non anche sui prodotti invenduti, e non utilizzati.
Come avviene, invece, per le imprese di costruzione.
Gli edili – conclude Falcione- dovrebbero poter usufruire dello stesso trattamento tributario degli altri settori produttivi e non subire tassazioni aggiuntive che aggravano la loro situazione soprattutto in questa crisi! Ridurre la tassazione IMU al minimo sarebbe, anche un modo per riequilibrare, in parte, un sistema di tassazione che penalizza eccessivamente i Costruttori rispetto agli altri settori”.

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