Tante persone hanno partecipato alla presentazione della ristampa del volume.
‘Vita del Beato Giovanni da Tufara’
Grande interesse intorno alla figura del Santo Eremita da Tufara.
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| D. Cornacchia (vescovo Lucera)-G.Bregantini (arcivescovo CB) |
Tantissimi i tufaresi presenti, arrivati anche in pullman dal piccolo paese
ad un passo dal confine pugliese, tutti molto interessati all’evento e alle
relazioni sul libro e sulla vita del Santo tanto amato. Al tavolo, moderato da
Gino Di Renzo, sono intervenuti Monsignor Domenico Cornacchia, Vescovo della
Diocesi di Lucera, Monsignor Giancarlo Bregantini, Vescovo della Diocesi di
Campobasso-Bojano, il Presidente della Provincia di Campobasso Rosario De Matteis, don
Bernardino Di Iasio, parroco di Tufara, il sindaco di Tufara Donato
Pozzuto,
l’altro biografo del Santo, l’avvocato Donato Castellucci e il Prof. Giuseppe
Carozza, docente di lettere classiche nei licei e di greco biblico presso lo studio
teologico Madonna delle Grazie di Benevento, autore della prefazione alla
riproduzione. “La vita del Beato Giovanni da Tufara – ha detto Carozza –
è da ritenersi un dono inestimabile lasciatoci dal Sacerdote Venditti. Il
testo di cui si parla oggi riconcilia il fedele e il credente con
quell’immagine di santità che ci fa percepire la figura del ‘santo’ come quella
di un uomo perfettamente inserito nella realtà sociale, culturale e religiosa
del suo tempo”. Alla interessante relazione del Prof. Carozza, che si è
anche soffermato sulle peculiarità stilistiche del testo - sui suoi latinismi e
sul lessico in alcuni punti un po’ arcaicizzante, che tuttavia non intacca la
freschezza argomentativa del testo, sono seguite quelle dei due Vescovi. Primo
a parlare Monsignor Bregantini: “Oggi – ha esordito – discutiamo di un testo che ha uno spessore
importante, in quanto rivela la reale esperienza di fede di questo importante
personaggio storico e religioso. Il nostro obiettivo in una bella serata come
questa è proprio quello di evidenziare la forza d’animo del Beato Giovanni da
Tufara. Le sue sofferenze sono una fortissima testimonianza di fede, un grande
esempio per tutti, che ci aiuta a riscoprire oggi la forza del presente e a
comprendere meglio l’entità dei problemi che ci assillano nel quotidiano. Ecco
– ha continuato il Vescovo originario della Val di Non – io credo che
ognuno di noi dovrebbe avere sempre a portata, sul comodino, un libro che sia concreta
dimostrazione di fede e di forza interiore”. A conclusione Monsignor
Brigantini ha lanciato la proposta di nominare il Beato Giovanni da Tufara
patrono della Valle del Fortore.
Infine l’intervento del Vescovo della Diocesi di Lucera, Monsignor Domenico
Cornacchia: “Questa sera ci unisce la santità – ha detto – Io sono
qui per dire grazie a tutti voi perché con la vostra presenza costante e
sentita ci spingete verso una figura che ha vissuto la quotidianità in maniera
straordinaria”.
La serata, molto apprezzata
dall’audience presente nella sala della Palladino Company, si è conclusa con uno scrosciante, convinto applauso,
sintesi efficace del doveroso e apprezzato omaggio al Santo.
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