giovedì 8 marzo 2012

Campobasso.Fondazione “Giovanni Paolo II” "La Cura dei Tumori oggi"

Campobasso 7 marzo 2012


"La Cura dei Tumori oggi"







Parrocchia di San Giuseppe Artigiano a Campobasso si svolge il convegno "La Cura dei Tumori oggi", relatore dell'incontro  Alessio Morganti, professore dell'Università Cattolica e Direttore dell'U.O.C di Radioterapia.
 Gli indirizzi di Saluto sono affidati a Don Vittorio Perrella, Parroco della Parrochia, e a Carmine De Camillis e Alessandra Pernolino dell’Azione Cattolica Parrocchiale e Diocesana.
L’incontro rientra nelle attività di educazione della salute promosse dalla Fondazione “Giovanni Paolo II” sul territorio.

Illustrati alcuni concetti scientifici di cui si sente spesso parlare, ma che forse  non si conoscono abbastanza. Partendo dalla definizione stessa di tumore per poi arrivare ai progressi nella cura e nella ricerca.
Con il nome “cancro”  la scienza ha riunito almeno cento malattie diverse, che hanno manifestazioni comuni o simili, e che soprattutto hanno la stessa origine (un danno al DNA) , per poterle studiare più facilmente.  Per questo dire cancro è un po´ come dire infezione o virus, termini con cui ci riferiamo a diversi processi infiammatori o attacchi virali in organi diversi del nostro corpo. In ogni caso il risultato è che oggi si curano più forme di tumore e vengono anche curate meglio. Di fronte a tumori di dimensione sempre più ridotta  i chirurghi sono stati stimolati a inventarsi tecniche più conservative, che evitassero, ove possibile, le mutilazioni. Il modello della chirurgia è stato seguito a ruota dalla radioterapia che è diventata più mirata ed oggi ricerca nuove particelle, come gli adroni, che garantiscono il minimo di invasività arrivando ad aree fino a ieri irraggiungibili, come certe parti dell´occhio. Ai raggi intelligenti sono seguiti i farmaci intelligenti, (vale a dire le molecole che non distruggono le cellule sane del nostro corpo) che, anche se sono ancora poco numerosi, hanno segnato una svolta enorme per il futuro, perché sono la prova concreta che anche la farmacologia ha abbandonato l´equazione più distruzione uguale più efficacia.
Alla ricerca della mininvasività per la qualità della vita si è attivata tutta la scienza: oggi ci sono terapie sperimentali con ultrasuoni, con isotopi radioattivi, con nuove tecniche di radiazioni come Cyberknife, con il calore, con il laser e così via. Anche la tecnologia ha dato una spinta fortissima al miglioramento delle cure attraverso la rivoluzione della diagnostica per immagini. Per risolvere dubbi diagnostici occorrevano anni, mesi; oggi gli anni sono diventati giorni e i mesi ore. Tutto questo ha contribuito a mettere fine al "terrorismo" del cancro, quando le cure erano uno spauracchio maggiore della malattia stessa, tenendo lontana la gente dalla diagnosi precoce. Certo sappiamo bene che questo non basta e che ci sono punti deboli e anelli mancanti. Per alcuni tumori ancora non esistono strumenti di diagnosi precoce, per altri non si è riusciti a cambiare i comportamenti che li provocano, come per il fumo di sigaretta, che continua a causare vittime di cancro del polmone. Parallelamente aumenta il numero di nuovi casi di cancro per le note ragioni "ambientali", come gli stili di vita e gli agenti cancerogeni, su cui però la ricerca scientifica non può attivamente intervenire, se non producendo la conoscenza necessaria all´azione. Cosa che ha fatto in modo sorprendente negli ultimi 40 anni. Il processo conoscitivo realizzato è enorme ed ha prodotto una rivoluzione che ancora non trova il suo specchio nelle applicazioni.
Oggi di cancro ci si ammala di più, ma si inizia a morire di meno ed è il momento in cui la traduzione dei risultati della ricerca in benefici reali per i malati da ipotesi comincia a diventare possibilità concreta.







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