Atmosfera altamente suggestiva.
La processione del Cristo morto e della Madonna Addolorata.
Emozionati come ogni anno e sempre più numerosi i
campobassani ai margini della strada, dalle finestre e dai balconi, attenti
spettatori, hanno seguito con lo sguardo
la processione mentre il coro cantava. Come sempre attesissimo anche quest’anno
l’inno dell’Addolorata scritto dal maestro Michele De Nigris nel 1890 è riuscito a paralizzare tutta la
città.
L’inno: "Teco vorrei, o Signore, oggi portar la
croce" inizia con due battute forti e solenni, come annuncio del grande
evento: "Il trionfo di Cristo attraverso il mistero della croce".

Il mesto corteo ha visto la partecipazione della
quasi totalità della città: sacerdoti, religiosi e religiose, politici, popolo
e l’Arcivescovo, hanno seguito mestamente il Cristo morto muovendo dalla chiesa
di santa Maria della Croce. La processione è passata per il borgo antico e per
le vie della città con la recita del rosario, con le persone avvolte nel
silenzio e nella meditazione. Ha sostato davanti ai luoghi ove la sofferenza è
maggiormente presente, come il carcere, quindi ha fatto ritorno nella chiesa da
dove è partita immersa in un’atmosfera altamente suggestiva.


















































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