giovedì 23 gennaio 2014

NAVE CAMPOBASSO. MARINAI MOLISANI IN GUERRA

Campobasso 23 gennaio 2014

Marinai Molisani in Guerra - Ciccaglione Gennaro R.


Il libro ricostruisce la storia inedita, finora sconosciuta, di un malandato piroscafo, costruito nel 1918 nei cantieri navali di Sunderland, in Inghilterra, che dopo avere navigato sotto bandiera inglese prima e francese poi, alla fine del 1942, diviene preda di guerra della Kriegsmarine a Marsiglia, è donato dai tedesche agli alleati italiani, ribattezzato CAMPOBASSO e quindi adibito a trasporto marittimo sulla “rotta della morte”, tra i porti italiani e quelli dell’Africa settentrionale. Attraverso la rilettura del suo Giornale di Bordo e dei fogli matricolari dei militari imbarcati per la sua difesa contraerea, si realizza una cronaca puntuale e minuziosa di alcuni momenti della seconda guerra mondiale.
Dopo i primi viaggi il piroscafo subisce una sosta forzata a Napoli, dove rimane danneggiato dai continui bombardamenti alleati sull’importante città marittima e dall’esplosione (28 marzo 1943: bilancio di 549 morti e oltre tremila feriti) del mercantile “Caterina Costa”, carico di soldati, carburante, munizioni, cannoni e carri armati pronti per essere trasportati in Libia.
Nello stesso porto si trova anche la Regia Torpediniera Perseo, sulla quale sono imbarcati anche due giovanissimi marinai, Rinuccio e Bruno, entrambi della provincia di Campobasso, e quando essa può riprendere il mare, dopo che le era stata ricostruita la torretta, divelta in battaglia dalle cannonate inglesi, le viene affidata la scorta del Campobasso. Il 4 maggio 1943, le due navi, appena qualche ora dopo la partenza da Pantelleria, vengono intercettate da unità della marina inglese ed affondate.
Dalle memorie di due ufficiali superstiti della PERSEO, ma anche dalle lettere dei due marinai molisani e da altri documenti ufficiali, si ricostruisce ogni dettaglio della cruenta battaglia che, in meno di cinquanta minuti, porta all’affondamento di entrambe le navi ed alla morte di diverse centinaia di giovani tra cui, ironia della sorte, anche Rinuccio e Bruno.
Altri due, dei cinque capitoli in cui è articolato il libro, descrivono le due superbe imprese di altrettanti marinai molisani che hanno portato al Molise, una piccolissima e montuosa regione, due Medaglie d’oro al Valor Militare: Tullio Tedeschi, da Isernia, sottufficiale incursore della Regia Marina, il “siluro umano” che penetrato all’interno della Baia di Suda con un barchino esplosivo, affonda lo York, un incrociatore pesante della marina inglese, e Mario Milano, comandante del Regio Cacciatorpediniere Fulmine, che per propria scelta affonda con la sua nave durante la battaglia per la protezione di un convoglio noto come Convoglio Duisburg.
Un altro capitolo, il quarto, descrive il primo atto di guerra compiuto da un’unità della Regia Marina contro i tedeschi dopo la pubblicazione dell’avvenuta resa dell’Italia. A Trieste, ben sette otto ore prima che affondassero la corazzata Roma, i tedeschi affondano a cannonate la Regia Corvetta Berenice che aveva appena issato il “pennello nero”, il simbolo imposto alle navi militari italiane dall’armistizio. Lo scontro è narrato da uno dei pochi marinai superstiti, logicamente molisano, decorato di medaglia di bronzo al Valor Militare.
Il quinto capitolo infine, documenta alcune di quelle che l’autore indica come le battaglie del disonore, i frequenti e ripetuti attacchi degli aerei alleati alle navi ospedale italiane.
Nelle circa duecento pagine della pubblicazione, arricchite di fotografie e documenti inediti e da riferimenti tecnologici e bibliografici, non mancano le storie di altri marinai molisani, talvolta scomparsi eroicamente in mare, altre volte sopravvissuti ad eventi famosi come le battaglie di Capo Matapan, di Pantelleria, di Punta Stilo o l’affondamento del Trento, lo storico incrociatore che aveva navigato fino in Cina.
I capitoli sono intervallati da una sorta di rubrica (Timelines: Orizzonti temporali) attraverso cui ogni singola vicenda viene inquadrata cronologicamente nello svolgersi sanguinoso del secondo conflitto mondiale.
L’introduzione al libro è del professore Giovanni Cerchia, Docente di Storia contemporanea dell’Università del Molise.

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