giovedì 16 gennaio 2014

"ANEURISMA AORTA ADDOMINALE: QUAL’ È IL TRATTAMENTO DI PRIMA SCELTA ?”

Campobasso 16 gennaio 2014

Sabato 18 gennaio 2014 dalle ore 8.30 
Fondazione di Ricerca e Cura "Giovanni Paolo II"

L'aorta è il principale vaso sanguigno del corpo. Essa decorre dal cuore attraverso il torace fino a raggiungere l'addome, dove si divide per fornire sangue agli arti inferiori.
Un aneurisma aortico addominale è una dilatazione (rigonfiamento) di una porzione del tratto addominale dell'aorta. Le cause che possono determinarlo sono essenzialmente legate all’aterosclerosi, patologia che comporta un’alterazione strutturale della parete arteriosa stessa, che perde la sua elasticità e quindi la capacità di mantenersi indeformabile sotto gli stimoli della pressione. A ogni spinta pressoria, dunque, l’aorta si dilata, innescando un processo irreversibile: l’evoluzione naturale di un aneurisma è quella di andare incontro a una dilatazione progressiva, fino ad arrivare alla rottura.
Quest’ultima rappresenta un’evenienza drammatica perché scatena un’emorragia interna molto grave; le probabilità di salvare il paziente sono molto basse, spesso si va incontro alla morte. Pertanto è necessario intervenire quando l’aneurisma è ancora asintomatico: è importante sottoporsi a controlli e visite specialistiche che possono diagnosticare, anche occasionalmente, l’aneurisma.
I fattori di rischio sono  la familiarità,  l’esistenza nella propria storia familiare di persone colpite da questa patologia, e  la presenza di elementi che possano indurre una malattia  aterosclerotica.
A rischio sono anche i fumatori, gli ipertesi, coloro che hanno subito un infarto del miocardio o problemi di ordine vascolare in altri distretti (come stenosi delle carotidi o disturbi agli arti inferiori), e pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Nel caso di riscontro di un aneurisma è necessario  impostare il trattamento adeguato: un intervento chirurgico tradizionale o un trattamento endovascolare, metodica recente e meno invasiva. La scelta tra le due procedure deve essere attentamente valutata dallo specialista. Le due metodiche infatti non sono sovrapponibili e non sono utilizzabili alternativamente per tutti i pazienti. L’argomento verrà approfondito nel corso dell’convegno, Presieduto dal Prof. Massimo Massetti e dal Prof. Emilio Musacchio, ed organizzato dall’U.O.C di Chirurgia Cardiaca e dei Grossi Vasi della Fondazione “Giovanni Paolo II”, diretta dal dott. Carlo Maria De Filippo,   e dall’U.O.S  di Chirurgia Vascolare, diretta dal dott. Pietro Modugno.

Dopo l’indirizzo di saluto del Direttore Generale della Fondazione, dott. Gianfranco Rastelli, del Direttore del Dipartimento di Oncologia e del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, Prof. Camillo Cavicchioni, e del Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Campobasso, Dott. Gennaro Barone, terrà la Lettura Magistrale il  Prof. Raphael DE GEEST uno dei maggiori esperi a livello mondiale della patologie aneurismatiche dell’aorta addominale e toracica.  

Nella prima sessione moderata dalla  Dott.ssa Cinthya BARILARO e dal Dott. Giovanni DI LAURO, interverranno: il Dott. Pietro MODUGNO, il Dott. Domenico GATTOZZI, il Prof. Marco ROSSI, il Dott. Romeo FLOCCO e il Prof. Bruno VILLARI. Nella seconda sessione moderata dal Dott. Francesco POMPEO, dal  Dott. Francesco VERSACI e dalla Dott.ssa Ada CARCAGNI’, interverranno il Prof. Francesco SNIDER e il Prof. Luigi INGLESE. La terza e ultima sessione sarà una tavola rotonda aperta moderata dal  Prof. Raphael DE GEEST, dal Prof. Francesco SNIDER, dal Prof. Luigi INGLESE, dal Dott. Eugenio CARADONNA, dal Prof. Bruno VILLARI e dalla Dott.ssa Ada CARCAGNÌ.

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