lunedì 14 maggio 2012

Campobasso. "MEDICINA DI GENERE" Intervento di Sabrina De Camillis.

Campobasso 14 maggio 2012
“Medicina di Genere, Terapie che tutelano le differenze”
DE CAMILLIS PROPONE PROGETTO SPERIMENTALE IN MOLISE. 
METTERE A SISTEMA MONDO OSPEDALIERO CON LA RICERCA.


La nostra regione può diventare sede di un progetto sperimentale fortemente innovativo, partendo dalle notevoli esperienze che già ci sono e mettendo a sistema il mondo ospedaliero con quello universitario e più propriamente della ricerca per arrivare ad un approccio di Genere in tutti gli ambiti della diagnosi e cura del paziente”.
Sabrina De Camillis
Lo ha dichiarato, oggi pomeriggio, la parlamentare molisana del Pdl Sabrina De Camillis, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare sulla Medicina di Genere, al Convegno della Fidapa dal tema “Medicina di Genere, Terapie che tutelano le differenze” nel Parlamentino della Regione Molise. 
La Medicina di genere studia le differenze tra uomo e donna, analizza le diverse modalità in cui si manifestano e si sviluppano le malattie nei due generi e le possibili opzioni terapeutiche specifiche. Quando si parla di differenze non s’intendono solo quelle biologiche, ma anche quelle psicologiche e sociali. E’ evidente che il contesto in cui vive una persona influenza la sua salute, e questo può avvenire in maniera diversa tra i due generi. Attuare la medicina di genere significa assicurare migliore salute a tutti.
Il Governo Monti, grazie ad una mozione della De Camillis del Marzo scorso, si è impegnato a potenziare tale aspetto della medicina.
Sulla nuova programmazione sanitaria nazionale c’è stato l’impegno del Governo a far sì che la medicina di genere entri a pieno titolo nella quotidianità anche attraverso la formazione ai medici di medicina generale ma anche con  il rafforzamento del percorso formativo degli studenti universitari _ ha concluso la De Camillis _. Bisognerà avere un servizio sanitario pubblico capace di promuovere una medicina sempre più attenta alle differenze di "genere", per dare risposte mirate alle terapie e trasferirle nella pratica clinica consolidata. È pertanto necessario, anche a livello regionale, creare un collegamento tra tutti gli operatori nel settore della prevenzione, delle cure primarie e secondarie e della riabilitazione. 
In questo senso sto lavorando con per verificare la possibilità di mettere su un progetto in tal senso. In conclusione, ritengo di poter dire che l'inserimento della medicina di genere come approccio innovativo ai percorsi di prevenzione, diagnosi e cura e nell'attività di ricerca potrà portare ad un più efficace ritorno nell'investimento sulla salute e, quindi, un migliore utilizzo delle risorse umane ed economiche nel contesto del servizio sanitario”. 

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