martedì 17 luglio 2018

CONFERENZA STAMPA: “26° SLALOM CITTA DI CAMPOBASSO”

Campobasso, 17 luglio 2018

PALAZZO VITALE, SALA DEL PARLAMENTINO, CONFERENZA STAMPA:
Svelate le novità del XXVI Slalom Città di Campobasso Memorial Gianluca Battistini.


Sarà Contrada Mascione ad ospitare tutte le fasi della gara automobilistica in programma questo week-end. Sabato le verifiche tecnico sportive si svolgeranno presso i locali di Cantina Valtappino, proprio adiacente al circuito dello slalom. 
Domenica al termine della gara l’azienda di Contrada Mascione sarà anche location delle premiazioni. 
Nel pomeriggio la Sala Parlamentino di Palazzo Vitale della Regione Molise ha ospitato l’Automobile Club Campobasso e la famiglia Battistini per la conferenza stampa di presentazione. 
Lo Slalom Città di Campobasso – Memorial Gianluca Battistini ed il Rally del Molise sono le massime manifestazioni automobilistiche organizzate in Molise dall’ACI. 
Le due kermesse rientrano nel Patto per lo Sviluppo del Molise, la Regione crede nell’automobilismo come mezzo di promozione turistica del territorio. 
È intervenuta durante la presentazione il Presidente della Regione Molise Donato Toma. A fare gli onori di casa per l’ACI Giovanni Caturano Direttore dell'Automobile Club Campobasso e Isernia, che ha portato anche il saluto del Presidente Luigi di Marzo assente per impegni istituzionali. Sempre vicini agli organizzatori dello slalom, il Presidente del Coni Guido Cavaliere. 
La famiglia Battistini ha rinnovato l’appuntamento per questo fine settimana, le curve della “gildonese” ospiteranno il XXVI Slalom Città di Campobasso in ricordo di Gianluca. 
 A chiudere la presentazione Luciano Matteo vice Presidente dell’Automobile Club Campobasso, che ha vissuto tutte le edizione della gara molisana e si è assunto quest’anno il gravoso ruolo di coordinatore generale dell' intera manifestazione.
Nonostante la valenza Cez, il Campionato Europeo di Slalom, quest’anno non ci saranno piloti stranieri sul circuito molisano; lo slittamento della data da maggio a luglio ha impedito ai campioni continentali di garantire la loro presenza per il quarto anno consecutivo. 
Nel 2018 lo Slalom Città di Campobasso – Memorial Gianluca metterà in palio punti preziosi per il Campionato Italiano Slalom. Tutti i big hanno completato l’iscrizione, più di 70 i drivers sulla linea di partenza della gara molisana. Tra i campioni italiani Fabio Emanuele della Campobasso Corse non vuole mancare l’appuntamento con la gara della sua città. Lo spettacolo è assicurato.
 


Fabio Emanuele (pilota)

























domenica 15 luglio 2018

CAMPOBASSO RENDE OMAGGIO AD ALESSANDRO DI LISIO:VIVRAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI E NEL NOSTRO RICORDO

Campobasso, 15 luglio 2018

20 flessioni dinanzi la lapide e un quadrangolare di calcio: così gli amici omaggiano il parà ucciso in Afghanistan


Quadrangolare calcio a 5 (325 FOTO)
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Grande commozione sabato 14 luglio nella chiesa di Santa Maria del Monte a Campobasso, dove è stato celebrato il ricordo di Alessandro Di Lisio, il caporalmaggiore scelto della Folgore dell’Esercito Italiano, ucciso nel 2009, a soli 25 anni in un attentato durante una missione di pace.
Ad officiare la funzione liturgica, ricordando il sacrificio di Alessandro avvenuto mentre serviva lo Stato,  Monsignor Gabriele Teti.
Il giovane parà che il capoluogo non ha mai dimenticato, sia durante la cerimonia religiosa che nel corso della visita al cimitero, è stato ricordato sia per la sua scelta di servire il Paese in una missione di Pace, sia per le sue doti umane.
Un esempio quello di Alessandro che continuerà a vivere grazie anche al Comitato, presieduto dalla madre Dora, che opera in onore del figlio e di quanti hanno perso la vita nelle missioni umanitarie.
E proprio nel luogo dove è stato sepolto, dinanzi alla lapide, per rendere omaggio ad Alessandro hanno urlato il grido di battaglia ed hanno eseguito 22 flessioni.

Intanto nel pomeriggio a Parco San Giovanni si è tenuto il “1° Memorial  Alessandro Di Lisio” un quadrangolare di calcetto fra tre squadre locali ed una squadra composta da uomini dell’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti, al quale apparteneva Alessandro.
Si tratta di un evento fortemente voluto dagli stessi amici di Alessandro in suo onore: un modo per dirgli che la sua terra non ha dimenticato uno dei suoi giovani figli, che ha perso la vita in nome della Pace.

venerdì 13 luglio 2018

TRILOGIA AFGHANA

Campobasso, 14 luglio 2018

PER NON DIMENTICARE: NONO ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO DEL CAPORAL MAGGIORE SCELTO ALESSANDRO DI LISIO.








Di Gennaro Ciccaglione

TRILOGIA AFGHANA
MA CHI È... UN SOLDATO?
È un uomo, oggi per fortuna anche una donna, generalmente giovane, che vive all’ombra di un simbolo che si chiama “Bandiera”...distaccato dal mondo e vestendo un saio che si chiama “divisa”, un saio ornato da uno o più distintivi ma pur sempre un saio...  che porta al bavero le “Stellette”: la miniatura della Stella Italica.
Un uomo, o una donna, che a diritto potrebbero definirsi emigranti. I soldati lasciano la propria terra, i propri affetti, i propri familiari, oggi solo per scelta un tempo neppure tanto remoto per imposizione di legge. Lasciano le loro origini e vanno altrove, oggi con le valige con le ruote, un tempo con la valigia di... cartone: solo molto più piccola di quella degli emigranti diretti in Svizzera o in Germania dei tempi miei, destinata a contenere pochissime cose, solo le indispensabili. La mia prima valigetta, proprio di cartone, perché anch’io sono stato soldato, a lungo, tant’è che spesso mi accusano di essere rimasto tale ed io ne sono orgoglioso, l’ho conservata: contiene tutte le lettere d’amore che ci siamo scambiati, quasi una al giorno, con la mia fidanzata d’allora, oggi mia moglie da quarantacinque anni. Le ritengo, quella valigia e quelle lettere, l’essenza della mia vita, anche di soldato.
Il soldato è colui che prima per scelta, e poi anche per legge, è tenuto ad obbedire. Obbedire significa rinunciare: rinunciare alle usanze, ai costumi, a buona parte della propria libertà a favore di uno “status”, di un modo di vivere, basato sul sacrificio personale, sulla solidarietà e sulla subordinazione. In altri termini è colui che vive nell’ambito dell’applicazione della disciplina militare, operando “...non per timor di pena o speranza di ricompensa ma per intimo convincimento”. Era questa l’essenza della disciplina, unita alla richiamata obbedienza ed all’ordine, i tre pilastri portanti del comportamento militare. Ci hanno infatti anche insegnato che l’obbedienza consiste nella esecuzione pronta, rispettosa e leale degli ordini ricevuti. Ci hanno insegnato, e continuano a farlo, che l’ordine è l’abitudine di mettere ogni cosa al suo posto e di attribuire un posto ad ogni cosa!
Soldato è colui o colei che, obbedendo ad un ordine, parte... va lontano... in un’altra parte del mondo dove c’è bisogno del suo operato per difendere deboli dagli oppressi, libertà dal despotismo, democrazia dalla dittatura, talvolta sempre più folle e feroce, ma va anche dove c’è da soccorrere, da aiutare, da portare in salvo esseri umani.
Soldato è chi, nelle Guerre di Indipendenza, si è lanciato contro le baionette nemiche gridando SAVOIA, è chi nella Grande Guerra ha fatto lo stesso contro gli sbarramenti di filo spinato, incurante delle raffiche e delle schegge che li decimava, è chi nella sciagurata seconda, e speriamo ultima, guerra mondiale si è disteso nella sabbia del deserto, fra i cingoli cigolanti del carro armato nemico, per aggredirlo alle spalle forzando la chiusura della torretta... tutto in nome di un Giuramento.
Il Soldato, care amiche ed amici, è colui o colei che, apprese queste condizioni di vita, appreso quello che deve essere il suo aspetto formale, appreso bene qual è il vero significato della parola “FEDELTÀ”, assume l’impegno morale e formale ad essere... fedele alla Repubblica Italiana ed a seguire l’esempio, luminoso e doloroso, di chi lo ha preceduto!
Soldato è colui o colei che si abitua a scandire le ore del giorno e della notte con squilli di tromba: sveglia di prima mattina, adunate varie per l’alza e l’ammaina Bandiera, per il rancio, per la marcia, per le esercitazioni, per la libera uscita, per la ritirata... per il silenzio.
Il silenzio... il segnale che commuove tutti... il segnale che diventa tributo di onore quando lo si rivolge ai Soldati... andati avanti... ai Soldati Caduti... Il segnale che fa piangere tutti, che fa piangere mamme e fidanzate... che fa piangere anche il... trombettiere! E quante volte... e quanto!
E allora... SILENZIO!

E... CHI È UN EROE?

Chi di noi non ricorda un capolavoro della letteratura scritto da Edmondo De Amicis (e sotto al nome era aggiunta la specifica “Ex ufficiale dell’Esercito”) intitolato CUORE. Oggi nelle scuole non credo si legga e si commenti nella sua interezza tanto che, mia moglie ed io, ne abbiamo regalato una copia a Ginevra, la nostra nipotina più grande. Ai miei tempi invece si leggeva, e come. E c’era il racconto del mese... Piccola Vedetta Lombarda... Il Tamburino Sardo... ma anche.... il Piccolo Scrivano Fiorentino... il Piccolo Patriota Padovano... l’Infermiere di Tata...
Ebbene questo libro non parla di Eroi ma li descrive, e li descrive talmente bene che la mia immaginazione di fanciullo di allora ne impressionò profondamente il mio animo. Conservo intatta quella memoria e la associo a quella del mio Maestro che, in una sua raccolta di poesie dolcissime (Piccolo Mondo, di Pierino Mignogna) inserisce anche la “Canzone del Cuore”. Ero andato a trovarlo, durante una licenza, e me la fece leggere, non solo: ...la sto mettendo in musica, mi disse, vorrei farti sentire alcuni accordi... e prese la chitarra... Indimenticabile emozione: quella sua canzone citava i “racconti del mese” e quei titoli evocavano in me il ricordo dell’infanzia ed il concetto che mi ero fatto dell’Eroe... non quelli omerici, guerrafondai e talvolta crudeli, ma quelli votati spontaneamente ad un sacrificio, pronti a donarsi interamente proprio come il Tamburino Sardo, La Piccola Vedetta Lombarda, ma anche L’Infermiere di Tata...
Eroe è chiunque riesce a donare una grande prova di coraggio senza che nessuno gliel’abbia chiesta, senza che essa non fosse imposta da leggi, regolamenti, statuti, anteponendo la vita o la libertà degli altri alla sua.
Eroi... in pectore sono tutti, e dico tutti, quelli che scelgono un tipo di vita nella quale sarà possibile dovere affrontare situazioni di vero pericolo per adempiere fino in fondo il proprio dovere: tale scelta è una scelta eroica di per sé. Eroi sono tutti quelli che, pronti intimamente a donarsi in tutto e per tutto, alla circostanza del pericolo si... donano! Donano anche la vita...
Diceva Costantino Nigra... Modesti ignoti Eroi. Gli Eroi sono proprio così... modesti e sconosciuti!
Tocca a noi il compito, nobilissimo, di elevarli dalla loro innata modestia e di presentarli al mondo, per non farli anche dimenticare! Di onorarli, continuamente! Di indicarli ai giovani come esempio di vita da seguire.
La mitologia del nord Europa ci tramanda l’immagine di vergini guerriere denominate Valchirie. Cavalcando focosi destrieri immaginari attraversavano i cieli delle battaglie scegliendo quali guerrieri, tra i migliori ed i più coraggiosi, destinare alla morte gloriosa ed alla loro eterna sopravvivenza poi nel Walhalla, il paradiso degli eroi e residenza degli dei! Noi non abbiamo bisogno di sceglierli o di ricercarli: ne abbiamo tanti... e tanti, purtroppo. Né abbiamo ancora smentito Bertold Brecht quando dice “... felice il popolo che non ha bisogno di eroi!”

E INFINE: CHI È ALESSANDRO?
Alessandro è un ragazzo molisano come tanti altri. E’ andato a scuola, ha conseguito la maturità scientifica e insegue un sogno: entrare in polizia, nella Polizia di Stato. Per farlo deve passare dall’Esercito: e non esita a farlo. La disciplina non gli pesa perché è un ragazzo di... buona famiglia, senza grilli per la testa. Nell’Esercito sceglie di fare il paracadutista: non gli mancano prestanza e coraggio e lo fa nel Genio Guastatori. Entra così a far parte dell’8 Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti, più precisamente della 22^ Compagnia. Questa è l’erede naturale della gloriosa 22^ inquadrata nell’VIII Battaglione Guastatori Paracadutisti costituito agli inizi del 1941 e confluita, nel 1942, nella 1^ Divisione Paracadutisti “Folgore” con i tre Reggimenti Paracadutisti (1°, 2° e 3°) ed un Reggimento di Artiglieria Paracadutisti. I parà della 22^ si chiamano Angelo Neri (quelli delle altre compagnie sono i Giaguari (la 21^), i Cinghiali (la 23^) ed i Tigri (la 24^). Ognuna di esse ha il suo grido di battaglia: la 22^ urla ARES, il nome del più bello e più guerriero degli Olimpi.
Ma che c’entrava Alessandro con la guerra?... Nulla, per lui era uno sporco mestiere. Uno sporco mestiere che però qualcuno... doveva pur fare!
E così, proprio per via di questo sporco mestiere, quella maledetta mattina Alessandro si trova in testa al convoglio, sulla ralla del Lince, a scrutare la pista nel deserto... Il pilota dei mezzi protetti non ha la visuale completa ma ridotta: chi è in alto, scoperto ed esposto al tiro nemico, ha il compito di osservare tutto. Un  piccolo segno di terreno smosso può indicare un pericolo... una mina. Alessandro lo vede, quel terreno smosso. Ne avverte attraverso l’interfono i colleghi all’interno del mezzo che si arresta immediatamente. Attimi infiniti raggelano il sangue dei ragazzi che si accingono a scendere dal Lince per verificare direttamente quale insidia si nasconde sotto quella traccia. Alessandro si appresta a manovrare la mitragliatrice per proteggere i colleghi che stanno per scendere dal veicolo... il mezzo arretra, di pochissimo... forse pochi centimetri e.. tutto finisce! L’esplosione è tremenda. Alessandro viene sbalzato fuori dal veicolo insieme al portellone che avrebbe potuto chiudere per proteggersi da attacchi meno vili... per rintanarsi nella blindatura dell’unità di sopravvivenza. Ma non ha di fronte a sé un nemico leale, che si mostra, che indossa l’uniforme imposta dai trattati internazionali... deve combattere contro un nemico subdolo e vigliacco che non si mostra, che non osserva le regole (perché anche la guerra ha le sue regole) e non gli serve la blindatura... non gli serve più nulla.
Finiscono così i sogni di un ragazzo... finisce la sua vita... finisce tutto. All’improvviso la sua famiglia, la sua città, la sua regione diventano protagonisti involontari di una scena che troppe volte si è ripetuta, uguale nel copione e nel dolore: il dolore severo e dignitoso di Dora, Nunzio, Maria, Valentina... messo a nudo dai riflettori. Quei riflettori che presto si spegneranno sulla scena che tornerà ad essere quella di tutti i giorni, quella delle frasi di circostanza, di cui sono abbondantemente farciti i sermoni dei politici, quella delle promesse che non saranno mai mantenute, quella del dolore che nessuno potrà mai lenire, quella delle commemorazioni poco sentite o non sentite affatto.
Cambiamola, cambiamola noi quest’ultima scena, costruiamone insieme una nuova, in cui si dia atto e risalto al Sacrificio di Alessandro e di Quanti come lui si sono immolati. Nella loro scelta iniziale sta l’eroismo, nel sapere che ben poteva accadere quello che è accaduto e comunque nel non essersi sottratti all’impegno assunto col Giuramento. Fino alla fine.
Perciò che Alessandro non è morto! Perciò che non potrà mai... morire!
CAPORAL MAGGIORE SCELTO ALESSANDRO DI LISIO...
PRESENTE!!!!!

DI LISIO - MESSAGGIO DEL SINDACO DI CAMPOBASSO ,NONO ANNIVERSARIO

Campobasso, 13 luglio 2018

ricordo di Alessandro Di Lisio a nove anni dalla sua scomparsa

Ricordo due grandi ali di folla. In quel caldo pomeriggio di luglio, davanti al Comando Esercito Molise, c’era davvero tanta gente. Soprattutto giovani, raccolti in un religioso silenzio. 
Poi ricordo l’arrivo del carro funebre, il lungo e commosso applauso e gli occhi pieni di lacrime di quanti continuavano a fissare il feretro di Alessandro Di Lisio. Un forte abbraccio con cui Campobasso volle omaggiare un suo figlio che non c’era più, ma che aveva dato prova, a soli 25 anni, di avere coraggio e soprattutto di credere nella solidarietà, nell’impegno civile e militare. Valori tanto importanti per lui da decidere di partecipare ad una delicata missione di pace in Afghanistan. Una missione che per Alessandro si è conclusa il 14 luglio del 2009. In quella terra così difficile il paracadutista ci era arrivato da qualche mese. 
Alla famiglia raccontava di stare bene, non voleva che si preoccupassero per lui. Quella mattina, insieme al suo gruppo, aveva iniziato a lavorare, come ogni giorno, per portare in quel Paese di sangue e morte, un senso di umanità di cui quella gente, sfiancata da una guerra senza fine, aveva estremo bisogno. Alessandro credeva in tutto quello che faceva e dava importanza all’aiuto che un uomo può offrire ad un altro uomo, alla speranza che un popolo può donare ad un popolo in difficoltà. Ma il 14 luglio di nove anni fa, i suoi progetti si infrangono lungo una polverosa strada, a 50 chilometri da Farah: lo scoppio di un ordigno non gli lascia scampo, per lui non c’è nulla da fare. La notizia si diffonde prestissimo e arriva in un lampo fino a Campobasso. Su televisioni e giornali rimbalzano le terribili immagini girate in Afghanistan: un colpo al cuore. 
Il Molise piange e si stringe accanto alla famiglia del valoroso paracadutista che in silenzio ha affrontato una simile tragedia. Un dolore che gli anni non ha lenito, ma che sin da subito i campobassani hanno trasformato in ammirazione, in orgoglio. Orgoglio di una comunità che in Alessandro ha rivisto l’importanza di dar peso al coraggio di tendere la mano a chi è in difficoltà, alla forza di lavorare per riportare la pace là dove la pace non esiste più, alla speranza di cambiare il mondo. Principi che erano importanti ieri e che sono importanti soprattutto oggi e che hanno contribuito a fare di Alessandro un simbolo a cui ognuno di noi può far riferimento nelle piccole e grandi azioni e ogni volta che bisogna battersi con responsabilità e coraggio per costruire il bene comune. Un esempio quello di Alessandro che continuerà a vivere grazie anche al Comitato, presieduto dalla mamma Dora, che opera in onore del figlio e di quanti hanno perso la vita nelle missioni umanitarie. Alla signora Di Lisio e all’intero Comitato vanno i miei più sentiti ringraziamenti per il prezioso lavoro che stanno svolgendo, un lavoro che permetterà di mantenere viva la memoria di chi non c’è più per aver cercato di migliorare questo mondo.




venerdì 6 luglio 2018

CONSIGLIO REGIONALE DEL 6 LUGLIO 2018

Campobasso, 6 luglio 2018


Si è riunito oggi a Palazzo D’Aimmo, sotto la presidenza del Presidente Salvatore Micone, il Consiglio regionale del Molise.
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A inizio seduta il Presidente della Prima Commissione Di Lucente ha chiesto ed ottenuto l’iscrizione e l’immediata discussione di due proposte di legge di iniziativa della Giunta regionale che la stessa Commissione ha licenziato recentemente: la PdL n. 6, concernente la “variazione del bilancio di previsione pluriennale per il triennio 2018-2020, ai sensi dell’articolo 51, comma 1, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118” e la PdL n. 4, concernente l’ “attuazione delle disposizioni dell’art.1 commi 793 e ss. della legge n. 205/2017 -  Trasferimento del personale delle Province in servizio presso i Centri per l’Impiego”.  Per quanto riguarda la PdL n. 6, la variazione di bilancio pluriennale 2018-20, ha relazionato all’Aula il Presidente Di Lucente che ha evidenziato come nella struttura del provvedimento vengono previsti interventi finanziari per: il personale dei Centri per l’Impiego, il Programma Operativo Regionale FESR FSE 2014-2020 e la Protezione Civile. 
Come ha quindi spiegato Di Lucente, per i Centri per l’Impiego, che grazie alla legge n, 205/17 subiranno una rimodulazione e il passaggio dei dipendenti a tempo indeterminato e determinato dalle Province alla Regione, vengono impegnate risorse per circa 2 milioni e 207 mila euro al fine di coprire le spese del personale. Per quel che concerne, invece, la variazione per il FESR e il FSE 2014-2020 –ha aggiunto Di Lucente- “sono previste modifiche programmatiche rilevanti ai fini dell’allocazione contabile delle risorse, comportando, tra l’altro, l’inserimento di una nuova Azione e una riformulazione complessiva degli indicatori fisici di realizzazione (cosiddetti indicatori di output) con connessa riquantificazione dei valori obiettivo annessi (target)”. Per il servizio di Protezione Civile -ha infine evidenziato il Presidente della Prima Commissione- a seguito del recupero di somme anticipate per il “Piano degli interventi Urgenti di Protezione Civile”, vengono iscritte risorse per euro 262.117,00 finalizzate a consentire spese diverse e urgenti relative all’acquisto di hardware, di attrezzature, di tecnologie dedicate, manutenzioni e riparazioni. 
Il Presidente Giunta regionale Toma ha poi presentato e illustrato all’Aula due emendamenti, entrambi approvati dall’Assemblea, il primo a maggioranza, con l’astensione dei Consiglieri Fontana,  Manzo, Greco, Nola, Di Chiro e Primiani, il secondo all’unanimità, riferiti rispettivamente ai trasporti su gomma, (rimpinguando, con risorse fino ad oggi ferme, un capitolo di Bilancio, con sei milioni e 905 mila euro, per coprire il fabbisogno fino al 30 giugno 2018), e alla non autosufficienza (per rendere immediatamente disponibili per gli Ambiti territoriali i trasferimenti correnti -2 milioni e 995 mila euro- ricevuti dal Ministero relativi al “Fondo per la non autosufficienza”). La PdL, dopo gli interventi per spiegare le rispettive posizioni, dei Consiglieri Greco, Fanelli,  Primiani e del Presidente della Regione Toma, è stata approvata a maggioranza con l’astensione dei Consiglieri Fontana,  Manzo, Greco, Nola, Di Chiro e Primiani.
Si è passati quindi all’esame della PdL 4, riguardante il trasferimento del personale delle Province in servizio presso i Centri per l’Impiego,  che è stata illustrata all’Aula dal Relatore, Consigliere Tedeschi,  il quale ha ricordato come “con il decreto legge numero 469 del 1997, lo Stato ha conferito alle Regioni e agli enti locali funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro e che la Finanziaria del 2017 ha definito i percorsi affinché terminasse la subdelega delle Province e le funzioni specifiche ritornassero in capo alle Regioni, a partire dal 1° luglio 2018”. La PdL, tra le altre cose, è stato ancora rilevato, prevede che in attuazione della legge 205/17, il personale dipendente delle Province con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio presso i Centri per l’Impiego e già collocato in soprannumero ai sensi della legge 190/14, è trasferito, in deroga al regime delle assunzioni previsto dalla normativa vigente, alle dipendenze della Regione Molise a decorrere dal 1° luglio 2018, nelle more del processo di riordino dell’Agenzia Regionale Molise Lavoro. Tedeschi ha riferito inoltre che risultano interessati al provvedimento 38 lavoratori con contratto a tempo indeterminato, e 10 Co.Co.Co., contrattualizzati dalla Provincia di Isernia. 

La proposta di legge, dopo gli interventi dei Consiglieri Greco, Scarabeo, Primiani, Fanelli, Manzo, Facciolla, Pallante, Romagnuolo Nicola Eugenio e dell’Assessore al ramo Niro, è stata approvata a maggioranza con l’astensione di Fontana,  Manzo, Greco, Nola, Di Chiro e Primiani. Il Consiglio ha poi approvato a maggioranza un Ordine del Giorno collegato presentato dai Consiglieri Tedeschi (che lo ha anche illustrato all’Aula), Calenda e D’Egidio che impegna la  “Giunta regionale ad attivare ogni utile iniziativa programmatoria e procedurale, finalizzata all’applicazione dei precorsi di stabilizzazione del personale operante presso i Centri per l’Impiego regionali, in servizio al 31 dicembre 2017 con contratto di lavoro flessibile o parasubordinato, secondo le agibilità e regimi delle assunzioni contemplati dall’articolo 1, comma 796 della Legge 205/2017”.


La Consigliere Calena ha poi chiesto ed ottenuto l’iscrizione e l’immediata discussione di un Ordine del Giorno urgente a sua firma concernente la “concessione di un periodo di proroga del trattamento di mobilità in deroga – lavoratori ex ITTIERRE”.
L’OdG è stato illustrato all’Aula dalla stessa presentatrice Calenda e dopo gli interventi dei Consiglieri Fanelli, Manzo e Primiani è stato approvato all’unanimità dall’Assise. In particolare l’atto di indirizzo impegna “la Giunta e il Consiglio regionale tutto ad assumere urgente decisione circa la concessione di una proroga di mesi 5 ai titolari del trattamento di mobilità in deroga ai lavoratori ex ITTIERRE secondo disposizioni di legge”. 
La  Consigliera Scuncio ha chiesto ed ottenuto, in conclusione della seduta, l’iscrizione e l’immeditata discussione di un Ordine del Giorno a sua firma e dei Consiglieri Calenda, Cefaratti, Matteo, Tedeschi, Di Lucente, Pallante, Nola, Micone, D’Egidio, Romagnuolo Nicola Eugenio, Scarabeo Romagnuolo Aida, avente ad oggetto “tagli di Poste Italiane in Molise”.

Anche i Consiglieri Fanelli e Facciolla hanno presentato una mozione avente ad oggetto il medesimo tema. Si è quindi deciso di stilare un unico atto di indirizzo condiviso e riassuntivo delle due proposte  che impegna il Presidente della Giunta: “ad attivarsi presso il Governo affinché Poste Italiane rispetti le disposizioni normative comunitarie e nazionali, puntando al mantenimento degli uffici postali nei piccoli comuni con continuità ed efficacia del servizio; assumere ogni necessaria determinazione perché l’Azienda Poste tenga presente nella riorganizzazione le necessità del territorio e dei cittadini molisani tenendo conto delle richieste delle parti sindacali”. 

L’OdG, dopo gli  interventi dei Consiglieri Scuncio (che ha illustrato all’Aula il provvedimento), Fanelli, Nola e Matteo, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio.


giovedì 5 luglio 2018

TENTAZIONI DA EDEN

Campobasso, 5 luglio 2018

“Tentazioni da Eden” in onore dei 300 anni dalla nascita del Maestro Paolo Saverio Di Zinno.
Ad ogni carro dei Misteri corrisponde un piatto d’eccellenza: tredici ingegni per tredici pietanze gourmet strutturate dagli chef del Gruppo Eden, vere e proprie sculture gastronomiche

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Inaugurata con il taglio del nastro “Tentazioni da Eden”. La manifestazione nata per fare un dono alla città di Campobasso e a tutto il territorio in generale in onore dei 300 anni dalla nascita del Maestro Paolo Saverio Di Zinno, ideatore degli Ingegni di Campobasso.

Ad ogni carro dei Misteri è abbinato un piatto d’eccellenza: tredici ingegni per tredici pietanze gourmet strutturate dagli chef del Gruppo Eden; vere e proprie sculture gastronomiche – i cui dettagli di abbinamento sono stati affidati ad un progetto didattico del gusto – presentate ed esposte alla collettività in Piazza Prefettura, e che hanno visto protagonista l’Eden Group in attività di show cooking ideate per deliziare la cittadinanza.
L’evento allietato da momento musicale offerto da Radio J e patrocinato dal Comune di Campobasso – Assessorato Attività Produttive – Assessorato alla Cultura – Assessorato alla Mobilità.