venerdì 16 novembre 2012

E' MORTO A ROMA GINO MAROTTA.

Campobasso 16 novembre 2012

IL MAESTRO GINO MAROTTA, PITTORE E SCULTORE.
SEMPRE  ORGOGLIOSO DI ESSERE MOLISANO.










Biografia

Gino Marotta, nato a Campobasso nel 1935, è vissuto a Roma.
            La prima mostra personale è del 1957, alla galleria Montenapoleone di Milano.  Già nel '57-‘58 è presente, insieme a pittori come Burri, Fontana, Capogrossi, Balthus, Licini e Léger, in mostre di grande rilievo internazionale come "Pittori d'oggi Francia‑Italia” a Torino, "Modern Italiensk Maleri" a Copenaghen ed in numerose altre rassegne internazionali che documentavano la pittura italiana contemporanea nei Musei e nelle Gallerie di Arte moderna nel mondo. Sono gli anni dei famosi "Bandoni" e i "Piombi", quadri realizzati in officina con la fiamma ossidrica.
            Ha trovato nuove soluzioni tecniche, applicate in seguito dalle stesse industrie, per realizzare opere di grandi dimensioni come il "Bosco Naturale‑Artificiale" del 1967, l’"Eden Artificiale" e, qualche anno più tardi, la "Misura Naturale Cava".
            Nel 1969 partecipa all'esposizione "4 Artistes Italiens plus que Nature", Palais du Louvre, Musée des Arts Décoratifs a Parigi, con Ceroli, Kounellis e Pascali.
            Nel 1971 è presente alla Kunststoffe di Dusseldorf con il "Bosco Naturale‑Artificiale", una struttura abitabile in metacrilato trasparente stampato sotto vuoto.
            Tra le numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, vanno segnalate: la sala personale alla IX Biennale di San Paolo del Brasile (1967), la sala personale alla X Quadriennale d'Arte di Roma, Palazzo delle Esposizioni (1972), l'esposizione dell’”Eden Artificiale" nei Giardini della XV Triennale di Milano (1973), la partecipazione alla XII Biennale Middelheim di Anversa (1973), la mostra personale alla Rotonda della Besana di Milano (1973), la sala personale alla XLI Biennale Internazionale d'arte di Venezia (1984), la sala personale alla XI Quadriennale d’Arte al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1986), la “Grande Sinopia Italiana” all’Expo Universale di Siviglia’92, la partecipazione all’EXPO 2000 di Hannover, la mostra antologica “Metacrilati” al Complesso del Vittoriano di Roma (2001), il grande “Albero della vita” nella mostra “Artisti italiani del XX secolo alla Farnesina” (2001), il “Grande Alone” (Scultura in acciaio inox alta 8 metri) per la XVI Edizione Scultori a Brufa nel comune di Torgiano (2002), le personali al J.F. Kennedy Airport di New York (2003), alla Galleria PICI di Seoul, in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura in Seoul (2004) e all’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi (2004), fino alla più recente partecipazione alla mostra “Da Balla alla Transavanguardia. Cento anni di arte italiana alla Farnesina” , MiArt 2004, Milano..
            Ha ideato e realizzato alcune delle mostre più interessanti dell'arte italiana contemporanea come "Lo Spazio dell'Immagine” a Foligno nel 1967, "Amore Mio" a Montepulciano nel 1970 e ha collaborato alla grande mostra "Vitalità del Negativo" al palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1970.
            "Sono convinto che il clima culturale di Roma dopo gli anni Sessanta sarebbe stato molto più squallido senza le grandi invenzioni tematiche di Gino Marotta" scrive Pierre Restany. Le sue opere di pittura e scultura sono conservate in prestigiosi musei, istituti bancari e collezioni private in Italia e all'estero.
            Del suo lavoro e del suo pensiero artistico si sono occupati i più importanti critici d'arte: Umbro Apollonio, Giulio Carlo Argan, Paola Ballesi, Guido Ballo, Renato Barilli, Carmine Benincasa, Marziano Bernardi, Achille Bonito Oliva, Maurizio Calvesi, Luigi Carluccio, Floriano De Santi, Gillo Dorfles, John Hart, Gian Piero Jacobelli, Udo Kultermann, Giuseppe Marchiori, Lara Vinca Masina, Filiberto Menna, Paolo Portoghesi, Pierre Restany, Franco Russoli, Vittorio Sgarbi, Leonardo Sinisgalli, Giorgio Soavi, Carmelo Strano, Tommaso Trini, Marco Valsecchi, Lionello Venturi, Emilio Villa, Maurizio Vitta, Cesare Vivaldi...
            Si è occupato anche di cinema e di teatro, portando il suo contributo di ricercatore innovativo. Ha collaborato a grandi produzioni come la “Bibbia” di John Huston; ha esordito in teatro nel 1959, come scenografo, nel Misantropo di Luigi Squarzina, messo in scena al teatro Olimpico di Vicenza, con i costumi di Corrado Cagli.
   Il cinema e il teatro d’avanguardia lo vedono impegnato in numerose imprese, di importanza storica, come il film "Salomè" e la scenografia teatrale di "Nostra Signora dei Turchi” di Carmelo Bene, le scene di "Finale di partita" di Samuel Beckett e, oltre un decennio più tardi, le scene e i costumi di "Hommelette for Hamlet", che gli fanno meritare nel 1988 il premio UBU per la migliore scenografia. 
Insegna all’Accademia di Belle Arti di Roma, è membro dell’Accademia Medicea delle Arti del Disegno di Firenze e dell’Accademia Nazionale di San Luca di Roma. Ha diretto l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.
Ha pubblicato, di recente, un libro di saggi brevi dal titolo “Rosso di Cinabro”.
  

Il  Presidente della Regione Michele Iorio ricorda, all’indomani della scomparsa, Gino Marotta, il grande artista molisano che è stato anche suo Consigliere per la cultura.

Gino resta nella memoria di chi lo ha conosciuto, e io tra questi avendo avuto anche la fortuna di collaborarci nella realizzazione di vari progetti, ma anche nelle sue tante opere che testimoniano, forse nel modo più eloquente possibile, il suo essere, la sua sensibilità e la sua indiscussa maestria artistica. Marotta con la sua vita ha certamente meritato un paragrafo nel “libro” della storia culturale di questa regione ma anche nella grande “enciclopedia” artistica di un paese come l’Italia che da sempre vanta una tradizione ineguagliabile di personalità apprezzate in tutto il mondo che si sono distinte nell’arte e nella cultura nel suo complesso”.


Morte Gino Marotta, messaggio cordoglio Presidente Pietracupa 


Con Gino Marotta se ne va una parte creativa del Molise, una persona che ha sempre tenuto a cuore le sorti della sua terra, cui ha dato lustro per un periodo straordinariamente lungo e produttivo. Un artista stimato su scala nazionale e internazionale, che ha realizzato opere che resteranno un simbolo di quell’arte autentica, di quel movimento culturale così caparbio e sensibile, di cui si avverte sempre più la mancanza. Marotta ha realizzato tanti lavori anche nel suo Molise dal quale, discreto e sempre pronto a mettersi in gioco, non ha mai preteso eclatanti riconoscimenti. Soprattutto questo ci mancherà della sua straordinaria persona.
Restiamo orfani di un molisano illustre e, in questo particolare momento, ci stringiamo con sincera solidarietà ai familiari tutti, rassicurandoli che non solo le istituzioni, ma anche tutti i molisani, non lo dimenticheranno.

L’Università degli Studi del Molise piange Gino Marotta (Campobasso 1935 Roma 2012), grandissimo artista molisano di fama internazionale, pioniere delle sperimentazioni sull’arte installativa e sui nuovi materiali. Protagonista riconosciuto delle neoavanguardie, non solo italiane.

Marotta, con una sua splendida mostra, nel 2007 aveva inaugurato l’ARATRO, di cui era direttore onorario, il centro d’arte contemporanea dellʹUniversità del Molise che per ricordarlo degnamente organizzerà presto un convegno dedicato alla sua opera che resterà come un punto fondamentale della storia dell’arte tra Ventesimo e Ventunesimo secolo.
Il Rettore Cannata lo ricorda nell’espressione di grande soddisfazione in occasione della recentissima inaugurazione della bella mostra “Relazioni Pericolose” tenutasi alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, vera testimonianza di orgoglio dell’intrigante artista che ha fatto onore al Molise.

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