martedì 10 febbraio 2026

CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE “VITTIME DELLE FOIBE”

 Campobasso, 10 febbraio  2026

In apertura della seduta odierna del Consiglio regionale il Presidente Pallante ha voluto commemorare insieme all’Assise il Giorno del ricordo.


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Il Presidente Pallante dopo aver ricordato che il Giorno del ricordo è stato istituito dal Parlamento italiano con legge n. 92 del 30 marzo 2026, ha evidenziato come “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, rappresenta per questa alta Istituzione rappresentativa di tutte le forze politiche operanti nel nostro sistema democratico un dovere storico oltre che un impegno morale con la nostra coscienza di italiani.
Il nostro pensiero oggi va a coloro che trovarono la morte nelle foibe e alle centinaia di migliaia di esuli che dovettero lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia per paura di fare la stessa fine, iniziando una lunga e tormentata pregrinatio in una Italia del dopoguerra che in non pochi casi non seppe, e talvolta non volle, capire le ragioni e le conseguenze del loro dramma di italiani, costretti senza motivo a lasciare il proprio lavoro, la propria quotidianità e la propria casa agli slavi, in odio delle propria nazionalità.

Oggi, infatti, facciamo memoria di quei fatti, ricordiamo le sofferenze di quelle donne, di quegli uomini, di quei bambini e di quegli anziani, molti dei quali malati, che soffrirono privazioni, oltraggi e umiliazioni prima in Istria e nelle aree limitrofe e poi nei tanti campi di ricovero più o meno temporanei in diverse zone della penisola.

Violenze, discriminazioni e persecuzioni frutto di odio e rancore di stampo nazionalistico e politico.

Lo stesso odio e il medesimo rancore che purtroppo, ancora oggi, sono alla base di ogni ingiusta persecuzione nel mondo di singole persone, di gruppi più o meno organizzati, se non di popoli interi.

Da questo giorno e dal ricordo di quei fatti, dunque, colleghi, dobbiamo prendere la forza politica, la determinazione operativa e la convinzione ideologica per far sì che mai qualcuno possa nel futuro essere discriminato per la propria nazionalità o per la propria cultura.

Solo avendo rispetto degli altri avremo realmente rispetto di noi stessi, del nostro passato, delle nostre tradizioni e dei nostri valori più sacri.

Difatti, la capacità di guardare al passato con pacatezza e obiettività, facendo ammenda degli errori compiuti da ogni parte, rende un popolo forte e capace di continuare ad essere, come sempre è stato quello italiano, faro di civiltà e fucina di idee e di politiche che hanno dato vita a grandi conquiste democratiche, sociali e culturali”.


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