Campobasso, 14 febbraio 2026
Il Carnevale antico del popolo campobassano con le maschere dei dodici mesi.Protagonisti della scena sono stati i figuranti
in costume, ciascuno vestito secondo il mese rappresentato. Gennaio ha portato
con sé i segni dell’inverno, tra mantelli pesanti e richiami al freddo e alla
neve; febbraio ha evocato il Carnevale con colori e maschere vivaci; marzo e
aprile hanno richiamato la rinascita primaverile, con fiori, ghirlande e
riferimenti alla semina; mentre i mesi estivi, da giugno ad agosto, hanno
animato la piazza con abiti chiari e richiami al raccolto, al sole e alle feste
popolari.
Settembre, ottobre e novembre hanno ricordato
la vendemmia, la raccolta delle olive e i lavori nei campi, fino ad arrivare a
dicembre, simbolo della conclusione dell’anno e della convivialità invernale.
L’intera rappresentazione, accompagnata da musica tradizionale e brevi scene
recitate, ha raccontato al pubblico la vita semplice e ciclica delle comunità
rurali di un tempo, quando il ritmo quotidiano era scandito dalla natura e
dalle stagioni.
La Mesaiola non è soltanto uno spettacolo
folkloristico, ma un momento di memoria collettiva che ogni anno richiama
l’attenzione sulla storia e sull’identità culturale di Campobasso. Nonostante
il clima incerto, la manifestazione ha confermato il forte legame tra i
cittadini e le proprie tradizioni, dimostrando come il Carnevale possa essere
ancora oggi occasione di incontro, socialità e trasmissione dei valori popolari
alle nuove generazioni.
Un
appuntamento che, anche quest’anno, ha saputo unire passato e presente,
restituendo alla città una mattinata di festa e di comunità.
Nessun commento:
Posta un commento