Il ricordo che dobbiamo a chi
soffre per lavoro oggi
Il 6 dicembre 1907, 87 nostri corregionali, per lo
più giovanissimi, partivano da Duronia, Frosolone, Torella del Sannio,
Fossalto, Bagnoli del Trigno, Pietracatella e Vastogirardi, in condizioni
difficilissime e disperate, come i migranti oggi sui barconi al largo di
Lampedusa. Coltivavano lo stesso sogno drammatico di sfuggire alla miseria. Un
secolo fa un viaggio verso la terra promessa, l’America, che ben presto si
dimostrò essere non meno dura e difficile di quella natia.
A quel sogno di futuro migliore, il West Virginia rispose
ai nostri giovani molisani con la miniera. Chi tra noi ha avuto un nonno, uno
zio, minatore in Europa o nel resto del mondo, ha sentito che non c’è lavoro
peggiore del minatore: scendere senza alcuna tutela per la propria incolumità
nel cuore della terra, dove non c’è né aria salubre né luce. La miniera ti segna, come ti segna la guerra.
Monongah è stato questo, l’esplosione improvvisa di
un disastro rimasto nascosto per troppi anni, il cui recupero storico, di
memoria collettiva, è nostro dovere ancora oggi, a distanza di tanto tempo,
politico, civico e morale. Ce lo impongono i numeri di quello scempio umano: le
cifre ufficiali parlano di 361 vittime, di cui 171 italiani, ma le cifre
ufficiose, accreditate da molti studiosi, arrivano a parlare di un orrore ben
più vasto.
La tragedia di Monongah a 106 anni di distanza deve
farci riflettere sulla necessità di
vedere sempre assicurate, anche nei mestieri più duri, dignità e
sicurezza che mai devono essere barattate con il bisogno di lavorare. Questo,
in particolare, lo dobbiamo agli ultimi, agli stranieri che vengono da noi a
trovare lavoro, a chi non ha mezzi, a chi si lascia guidare dalla disperazione.
Ricordiamo Monongah per ricordare ancora una volta
tutte le tragedie che hanno colpito gli emigranti molisani, l’altro Molise
andato via con la speranza nel cuore di tornare un giorno con quella sicurezza
economica che la nostra regione non offriva.
A chi non è tornato, oggi alle 87 vittime di
Monongah, il nostro pensiero più commosso.
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