domenica 26 gennaio 2020

RANCIO CREMISI , SEZIONE BERSAGLIERI CAMPOBASSO.

Campobasso, 26 gennaio 2020


Presso l’Hotel San Giorgio di Campobasso, location scelta dal direttivo della sezione Bersaglieri di Campobasso si è svolta la conviviale per il saluto al nuovo anno.
IL VIDEO




Tanti i bersaglieri intervenuti, accolti dal Presidente Franco Battista e dal segretario Francesco Carpentieri.

Il presidente ha salutato i presenti e dato inizio all’evento con l’inno nazionale. Gustoso il pranzo durante il quale la musica dell’organetto magistralmente suonato dal bersagliere vincitore del premio europeo over 50.
A seguire il saluto del Parroco di Bojano Don Rocco Di Filippo. Franco Battista ha ricordato poi i caduti in particolare si è soffermato su Alessandro Di Lisio caduto in Afghanistan. 

venerdì 17 gennaio 2020

LA FESTA DI SANT'ANTONIO ABATE TRA FEDE E FOLCKORE

Campobasso, 17 gennaio 2020

Acceso il fuoco e benedetti gli animali. Stasera spazio alle maitunate. Le tradizioni sono dei tesori che vanno custoditi e tramandati, e lo sanno bene i cittadini di Campobasso, città ricchissima di folklore ed eventi popolari, come quello antichissimo che, come ogni anno, è stato celebrato oggi, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate. Come sempre, anche quest’anno il programma della festività è molto ricco.

Alle 8,30 di questa mattina la celebrazione ha preso il via con la Santa Messa alla quale ha fatto seguito la benedizione del pane. Alle 9,30 è stato acceso e benedetto l’enorme falò in onore di Sant’Antonio e dopo la messa delle 11 uno degli eventi più suggestivi che rievocano  la secolarità di questa ricorrenza, ovvero la benedizione degli animali. Cavalli, cani, gatti, mucche, galline e tanti altri, hanno riempito, come di consuetudine, il piazzale antistante la Chiesa regalando agli spettatori un momento suggestivo.
Nel pomeriggio, alle 17, la processione lungo le strade del quartiere, dopo la quale seguiranno le celebrazioni eucaristiche.Infine, alle 20 grande attesa per il momento della musica folkloristica.
Spazio, infatti a ‘Ulesse areturnà a Sant’Antuon’ lo spettacolo musicale da non perdere con le Canzoni campobassane e le Maitunate di Nicola Mastropaolo con Antonio Mandato e la straordinaria partecipazione di Giuliano Civetta, Alessandro Serino, Amerigo Malzone e Michela Zizzari. 
Eccezionalmente saranno presenti anche due delle più particolari e misteriose maschere del carnevale molisano, il Diavolo di Tufara e l’Orso di Jelsi.




























sabato 21 dicembre 2019

MAESTRI DEL LAVORO - CASTELPETROSO, INCONTRO DI NATALE

Campobasso, 21 dicembre 2019


In  occasione del Santo Natale, come è consuetudine, il consolato Regionale dei Maestri del Molise ha organizzato un momento conviviale preceduto dalla Santa Messa.
Questa mattina la Celebrazione Liturgica è stata officiata nel bellissimo Santuario dell’Addolorata in Castelpetroso. Molti i Maestri intervenuti, Lucia Daniele ha letto la preghiera del Maestro del Lavoro.
Dopo la foto di rito ai piedi dell’Altare ci siamo spostati nel vicino paese di Santa Maria del Molise ove presso il ristorante “Ripa dei Forti Village” si è svolta la conviviale. 
Durante il pranzo i Maestri si sono intrattenuti in piacevoli ed amabili conversazioni. Come ogni anno  la Maestra Lucia ha portato diversi vassoi di ottimi dolci natalizi da lei stessa preparati. La giornata è trascorsa in allegria nonostante una pioggia incessante.


sabato 14 dicembre 2019

CASERMA DEI CARABINIERI DI BOJANO: IN MEMORIA DEL GENERALE DI DIVISIONE FRANCO ROMANO

Campobasso, 14 dicembre 2019

Scoperto un cippo alla memoria del Generale Romano.


Questa mattina, nella ricorrenza di un evento che ha toccato tutta l’Arma dei Carabinieri, nel piazzale antistante il Comando della Compagnia Carabinieri di Bojano, i Carabinieri hanno scoperto un cippo alla memoria del Generale di Divisione Franco Romano, già decorato di Medaglia d’Argento al Valor Civile.
Il Generale perse la vita all’età di 59 anni, insieme ad altri tre militari che l’accompagnavano, nel tragico incidente di elicottero accaduto in Volpiano (TO) il 14 dicembre 1998, allorché l’elicottero Agusta Bell 109, appena dopo il decollo, precipitò al suolo.
La consorte Liliana, il figlio Luigi, i fratelli Cesare, Saverio ed Emilio, il nipote Danilo e l’intera famiglia, per commemorare – ancora una volta – la persona del Generale, hanno fortemente voluto il cippo, esposto oggi in Bojano alla presenza del Viceprefetto Vicario della Provincia di Campobasso, Dott. Pierpaolo Pigliacelli, del Comandante della Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise” Generale di Divisione Carlo Cerrina e del Presidente della Regione Molise Dott. Donato Toma.
Alla manifestazione erano altresì presenti il Comandante Provinciale dell’Arma di Campobasso, Col. Emanuele Gaeta, il Vicario del Questore di Campobasso, una rappresentanza della Guardia di Finanza e il Comandante della Polizia Municipale di Bojano, nonché il Gonfalone della Città di Bojano – decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Civile – le rappresentanze delle Associazioni Nazionali Carabinieri della Provincia ed una scolaresca.
Momento toccante quello dello scoprimento del cippo da parte dei familiari presenti e la successiva deposizione di una corona di alloro in onore di tutti i caduti, momento suggellato dallo squillo della tromba sulle note del “silenzio”. 
Il Generale Cerrina ha ripercorso la figura del Generale Romano, mettendo in assonanza l’origine molisana e l’impiego in terra torinese del Generale Romano, deceduto quando era al Comando della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta e il suo attuale incarico quale Comandante della Legione Abruzzo e Molise e le origini torinesi, intrecciatesi poi nei profili di carriera, non tralasciando il forte legame della collettività con il suo concittadino al quale è stata intitolata una strada e l’auditorium sito nell’Istituto S.S. Cuori di Gesù e Maria a Bojano.
Il cippo intitolato “… a Franco Romano” è opera dello scultore Riccardo CORDERO e prende spunto da uno dei simboli identificativi dell’Arma, interpretandolo in maniera personale e contemporanea pur mantenendone l’immediata riconoscibilità agli occhi della gente. Realizzato in acciaio Corten, la scultura è composta da due C poste in posizione disassata ed entrambe a sostegno di una fiamma a tredici punte stilizzata, quasi una deflagrazione improvvisa e dirompente costruita con l’utilizzo di schegge di lamiera opportunamente ritagliate e saldate tra loro. La dimensione contenuta ma comunque sufficientemente rapportata al contesto propone l’opera come punto focale e identificativo dell’area e richiama i concetti di lealtà, fedeltà ed altissimo onore degli appartenenti all’Arma. 
Il materiale, di cui è fatta, non necessita di particolare manutenzione e la ruggine che la riveste ne diventa, a differenza del normale acciaio, patina protettiva con una gradevole colorazione rossastra che tende a scurirsi con il passare del tempo. 
L’intera cerimonia è stata preceduta da un momento di raccoglimento, cui ha preso parte il Generale Cerrina la famiglia dell’alto ufficiale scomparso, tenutosi al cimitero di Bojano, nel corso del quale il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Bojano – intitolata proprio alla memoria del Generale Romano – ha deposto un omaggio floreale sulla sua tomba.



venerdì 13 dicembre 2019

CAMBIO AL VERTICE DEL COMANDO REGIONALE MOLISE DELLA GUARDIA DI FINANZA.

Campobasso, 13 dicembre 2019

Cerimonia militare del passaggio di consegne tra il Generale di Brigata Antonio Marco APPELLA ed il neo Comandante Regionale Molise, Generale di Brigata Maurizio LIMPIDO. 

La Cerimonia questa mattina alla presenza del Comandante Interregionale dell’Italia Meridionale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Ignazio GIBILARO.
L’evento ha avuto inizio con la resa degli onori di rito al Generale di Corpo d’Armata Ignazio GIBILARO che, accompagnato dai Comandanti Regionali cedente e subentrante, ha raggiunto lo schieramento composto da tutti gli Ufficiali del Comando Regionale, da una rappresentanza di Militari in servizio ed in congedo, nonché dall’Organismo di Rappresentanza Militare.
Sono seguite, nell’ordine, le allocuzioni del Generale APPELLA che, dopo un doveroso ringraziamento alle Autorità ed alla intera comunità molisana per la cordiale ed affettuosa accoglienza ricevuta sin dall’insediamento, ha inteso esprimere gratitudine a tutto il personale in servizio nella Regione per il pregevole lavoro svolto nonché i migliori auguri al nuovo Comandante per l’incarico oggi assunto e del Generale LIMPIDO che ha voluto, a sua volta, manifestare profonda gratitudine al Comandante Interregionale per la fiducia accordatagli ed auspicare la leale e generosa collaborazione, nonché il sostegno di tutte le Fiamme Gialle molisane. 
Al termine della cerimonia, il Comandante Interregionale dell’Italia Meridionale, Gen. C.A. Ignazio GIBILARO, ha espresso il suo personale plauso al Gen. B. Antonio Marco APPELLA per la meritoria attività svolta nel Molise ed ha formulato i migliori auspici al Gen. B. Maurizio LIMPIDO per l’assunzione del nuovo incarico.



martedì 10 dicembre 2019

“INPS MOLISE - RENDICONTO SOCIALE ANNO 2018”.

Campobasso, 10 dicembre 2019


L’iniziativa promossa dal Comitato regionale dell’INPS per il Molise di concerto con la Direzione regionale.
Dopo la presentazione dell’evento a cura di Fabrizio GIORGILLI, Direttore regionale Vicario INPS Molise e i saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi del Molise, Luca Brunese è intervenuto il Presidente, Andrea Cutillo e la Vice Presidente, Giovanna Manocchio del Comitato regionale INPS Molise e il Direttore regionale, Elio Rivezzi.
Maria CIPOLLINA, docente di Politica Economica presso l’Università degli Studi del Molise e Nicola MASTRONARDI, scrittore, giornalista e autore di programmi televisivi Rai hanno animato il dibattito.
Le conclusioni a cura di Guglielmo LOY,Presidente Consiglio di Indirizzo e Vigilanza INPS.
La tavola rotonda è stata magistralmente condotta dal giornalista Riccardo Maria CUCCHI.

venerdì 6 dicembre 2019

SABATO 7 DICEMBRE SI RINNOVA IL MISTICISMO DEI PRESEPI DI GIOVANNI TEBERINO

Campobasso, 6 dicembre 2019

Presepe = Natale ­- Presepe = Tradizione - Presepe = Credo.



Queste, potrebbero essere le tre uguaglianze che, se potessimo, le inseriremo nel formulario di un libro di Matematica. Materia che ha poca attinenza con quello che è il simbolo del Natale, che ogni anno che passa, cede sempre di più il passo all’albero più sbrigativo da allestire e alcune volte poco ingombrante, tant’è che è possibile acquistarne anche in formato bonsai simbolo di una cultura lontana dalla nostra migliaia di km che il Natale e i presepi li conosce unicamente attraverso le foto ricordo dei turisti dagli occhi a mandorla che affollano le stradine dei borghi e dei centri in cui il villaggio in cartapesta o di altri materiali occupa il posto d’onore. Uno spaccato di vita che ci riporta indietro nei secoli ma soprattutto nella storia del mondo. Un qualcosa che personifica appieno la Meridionalità ingigantendone il significato. 
Un qualcosa che induce anche i più distratti ad assimilare l’atmosfera che si respira quando si passa davanti ad uno spaccato di vita in miniatura. Un’atmosfera talmente forte che surclassa le discrasie che, oggi dove l’imperat è il mordi e fuggi, allontana quelli che sono i valori del villaggio di Betlemme. 
Un simbolo che si rinnova puntualmente a dimostrazione che quello che avvenne nella notte di circa 2000 anni fa è vivo ed è difficile da cancellare, anche perché cancellarlo significherebbe disconoscere, la propria fede, la propria esistenza. Ecco perché i materiali utilizzati per realizzare il presepe che, non hanno alcuna attinenza con la venuta al mondo del divin fanciullo, si trasformano, si plasmano, si animano e prendono corpo anche nella forma più inusitata. 
A dargli forza Giovanni Teberino che, anche quest’anno, ha allestito presso il museo dei misteri la mostra dei presepi. Uno spaccato di fede che questi piccoli capolavori sono. Uno spaccato della genialità e dalla sensibilità che testimonia che dietro il silenzio, l’ironia, la timidezza e la riservatezza si nasconde il credo, quello vero, quello più recondito, quello con la “C” maiuscola non quello di circostanza. Un qualcosa, che ti prende a tal punto e che induce a fermarti a guardare e a meditare sul significato vero del presepe. Il quale, pervade l’ambiente dominato dai misteri del Di Zinno, di misticismo che esalta il simbolismo che è li ad attenderci. Simboli che fanno si che la tradizione non muore, anzi si rafforza e s’ingigantisce perché, se morisse, si spegnerebbero le speranze del mondo che ieri come oggi guarda alla cometa, non come un presagio di sciagure, ma la luce della vita che ammonisce anche chi considera il Natale un semplice numero rosso sul calendario gregoriano.