venerdì 17 febbraio 2012

ANCE Molise.

Campobasso 17 febbraio 2012



PRIMO: NON FALLIRE!


Vincenzo Cotugno
V.Pres. ANCE Molise
Il sistema economico molisano è al collasso. Ad annunciarlo è IL SOLE 24ORE a seguito di uno studio analitico condotto sulle economie delle singole regioni italiane. Il Molise è la regione che più di tutte soffre i colpi inferti dalla crisi economica che investe il paese.
Un dato sconcertante, che costringe l’intera classe dirigente molisana ad interrogarsi con forza sulla necessità di definire un piano concreto di rilancio.
Tuttavia, la situazione è tale che, prima ancora di parlare di “ripresa”, bisogna evitare che le nostre imprese falliscano. Perché la vera emergenza che oggi vivono gli imprenditori edili in Molise è questa.
Le commesse sono diminuite, i costi per materiali e servizi sono aumentati, la benzina è arrivata alle stelle e, dulcis in fundo, le amministrazioni (a cominciare dalla Regione) continuano a dilatare i tempi di pagamento di mesi!
Se a questo aggiungiamo la stretta creditizia operata dalle banche che hanno congelato le linee di credito, in molti casi riducendo gli affidamenti in essere e bloccando l’accensione di nuovi, allora ci rendiamo conto che la vera emergenza in Molise non è il rilancio delle imprese bensì la loro stessa sopravvivenza.    
Le misure adottate (!?) negli ultimi due anni dalla Regione si sono rivelate poco efficaci e il tentativo di utilizzare soldi pubblici per il salvataggio di aziende private (Ittierre, Zuccherificio, Dr, etc.) ha prodotto risultati poco apprezzabili. I famosi 50 milioni del fondo di sviluppo sono rimasti nel cassetto e la banca regionale (FINMOLISE) è una Ferrari che rimane parcheggiata in garage.
La misura è colma. Il comparto edilizio rappresenta il nerbo dell’imprenditoria molisana e se non arrestiamo immediatamente l’emorragia che sta dissanguando le nostre imprese rischiamo, di qui a qualche mese, di ritrovarci tutti quanti in coda alla sezione fallimentare dei tribunali di Campobasso e Isernia.
Occorre uno scatto di reni. Basta con le solite promesse e impegni non mantenuti. Alle imprese occorrono due cose e occorrono subito: liquidità e certezza nei pagamenti.
La liquidità – che le banche non riescono più ad assicurare – potrebbe essere garantita dalla FINMOLISE. Perché la Regione non investe i 50 milioni del fondo sviluppo depositandoli nella sua banca e consentendo a FINMOLISE di aprire linee di credito in favore delle imprese a tassi agevolati e smobilizzare così i crediti vantati dagli imprenditori edili nei confronti della P.A.? Perché non convincere le banche firmatarie delle intese ex DGR 812 e 813 ad allentare i cordoni della borsa? 

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